sabato 8 marzo 2014

Sono appena uscita con R. e delle sue amiche.
Siamo andati in un supermercato con il preciso intento di comprare qualche schifezza da mangiare.
Un mese fa avrei applaudito con gioia a questa idea,
forse l'avrei addirittura proposta io. Ma oggi, sono una persona diversa rispetto ad un mese fa.
Adesso sto imparando a prendermi cura di me stessa,non voglio più farmi del male.
Voglio amarmi.Prendermi cura di me.
Quindi ho cercato di non dare a vedere il mio nervosismo.
Non perchè temessi di fallire, ma perchè mi spaventava molto la reazione di R. e delle altre ragazze.
R. è una ragazza splendida e condividiamo in pieno l'atteggiamento di scazzo verso tipo,qualunque cosa quindi immagino come veda il mio immane sforzo per cambiare il mio status quo personale:
Una Perdita Di Tempo Colossale.
R. è una ragazza splendida ma è pur sempre una ragazza.
Le ragazze sono cattive per inclinazione e per natura e chiunque esca fuori dal radar si fa notare per forza di cose.
Le ragazze in gruppo sono pericolose se nel loro radar compare un'oggetto che non riescono ad identificare.
Non si danno la pena di identificarlo,le attenuanti si concendono soltanto ai simili.
Lo distruggono per il bene superiore e passano avanti.
Io mi sentivo in pieno un'aliena appena sbarcata dal pianeta "Stranezza".
Quindi mi sono piegata all'opionione pubblica.
Mi sono piegata come un carcerato che si abbassa a prendere una saponetta in una doccia affollata.
Come un'asse da stiro.
Come un tovagliolino di carta spiegazzato.
Era come se dovessi vergognarmi di essere a dieta, come se dovessi vergognarmi di voler migliorare qualcosa in me stessa.
Ho fatto finta di masticare una caramella che mi ha dato R. quasi con cattiveria, anche se sono assolutamente convinta che fosse solo una mia impressione del momentto data dalla paura.
L'ho accettata perchè non conoscevo le altre ragazze e non volevo essere quella che se la tira.
La classica stronza rovina-atmosfera.
Una tipa che io, il mese scorso avrei odiato e con cui probabilmente non mi sarei sentita a mio agio.
La caramella l'ho sputata subito fuori quando nessuno mi stava guardando.
Non mi piaceva nemmeno.
Mi sono sentita stupida e strana.
Avrei dovuto dire con maggior chiarezza che non potevo accettare nessun tipo di dolce invece di buttarla troppo sul ridere come ho fatto.
La prossima volta vedrò di impormi. Di esternare i miei sentimenti con maggiore chiarezza e fermezza.
Ma non ho sofferto,questo devo ammetterlo.
E' stato più facile di quanto pensassi, il mio autocontrollo è forte e non mi dispiace più come prima vedere biscotti,patatine o altro cibo spazzatura.
Ho un piano da seguire,regole da rispettare e questo mi aiuta a rimanere in carreggiata.
Proprio ieri M. ha mangiato un sacchetto di patatine (le mie preferite,tra l'altro) seduta proprio accanto a me.
Non ho avuto nemmeno un secondo di cedimento.
Non ho pensato nemmeno per un momento di affondare le mani in quel pacchetto e riempirmi entrambe le mani.
Questo non rientra nei miei piani.
Ho smesso di trovare consolazione nel cibo.
Il cibo mi ha reso felice per molto molto tempo,non lo negherò.
Quante volte ho annegato i miei dispiaceri nel cioccolato?
In un piatto di pasta troppo abbondante o troppo condito.
Così sono passata dall'essere robuta a  grassa senza rendermene nemmeno conto.
Il bello è proprio questo,è un processo così lento e così naturale che soltanto a cose fatte ci si può rendere conto del male che si è fatto a se stessi.
Sono anni che non sto bene,ho passato la mia adolescenza a piangere miseria su una doppia razione di pasta invece di fare le esperienze che facevano gli altri.
Così mi sono smarrita, ad un certo punto ho perso la strada.
Ma non ci sono casi senza speranza al giorno d'oggi.
Tutto si può aggiustare, si può mettere una pezza e poi un'altra e un'altra ancora.
Non sono nata perfetta, non lo sono minimamente.
Non so nemmeno descrivere quanto io sia lontana dall'essere perfetta.
Sono distante anni luce perfino dall'essere nella norma, figuriamoci aspirare a qualcosa in più.
Ma ci sto lavorando, sto lavorando su me stessa.
Ogni giorno è una sfida ed io sto ottenendo qualche vittoria.
Col tempo otterrò proprio i risultati che voglio e questo mi da molta forza.Ma adesso sono qui, e porterò a termine il mio obiettivo.
Quando avrò finito con il mio peso, taglierò un'altro traguardo e poi un'altro ancora.
Chissene se ci metterò anni a raggiungere una condizione di normalità per un'altro essere umano.
Io ci metterò il tempo necessario,tutto quello che mi servirà.
Tutta questa speranza sembra non essere da me,e forse è così.
Quello che mi aiuta a mantenere la calma,credo che sia il fatto che non ha importanza quanti chili io perda,la mia faccia rimarrà comunque il problema fondamentale.
Questo mi aiuta molto a mantenere il controllo ed evitare il panico che mi prende certe volte.
E se e quando un giorno il mio problema fondamentale dovessi risolverlo, ci sarà sempre la mia strampalata e diagnosticabile personalità a mettermi i bastoni tra le ruote.
Ma risolverò un problema alla volta.
Un passo dopo l'altro.

lunedì 17 febbraio 2014

XXVII

Mi sento davvero a terra.
Questa mattina la mia personale sfida con quell'aggeggio infernale mi ha visto perdente.
Piove sempre sul bagnato.
Cerco di fare l'indifferente e fingo che la cosa non mi dispiaccia ma in realtà ho preso una bella botta.
Non mi aspettavo chissà cosa,ma dopo una settimana di sacrifici mi aspettavo qualche risultato.
Uno qualsiasi.
Una soddisfazione a caso.
Anche una piccolina.
Invece niente,sembra che come al solito dovrò continuare a camminare al buio, cercando a tentoni la strada da percorrere.
Mettendo i piedi a caso nell'oscurità pregando di non cadere.
Oggi mi sento, davvero molto triste. E sola.
Mi sento,davvero a terra.

martedì 4 febbraio 2014

XXVI

Mi sento veramente giù.
Continuo a domandarmi se sia o no il caso di riprendere le medicine.
Di nuovo.
Mi giro intorno,passo le giornate senza impazzire,mi faccio i complimenti per questo ma poi
mi ritrovo sempre al punto di partenza.
La mia testa è una gigantesca pallina da ping pong che viene continuamente colpita e rimandata da uno stato d'animo all'altro.
Sto bene bam sto male.
Andrà bene Baam no,col cavolo che andrà tutto bene
Ce farò Baamm no,non ce la farò mai
Riuscirò a sopravvivere a tutto questo BAAMM  no,col cazzo che ci riuscirò.
Questo mi fa sentire così spossata e confusa.
Vorrei solo smettere di sentire quest'angoscia così agghiacciante nel momento in cui sprofondo nel blu.
Forse non posso riuscirci senza medicine,semplicemente.
Forse i miei problemi vanno molto al di là delle semplici stranezze,delle ansie.
Il mio male di vivere forse è patalogico.
Eppure quando viene la speranza,non so dirle di no.
Non rimane sulla soglia nemmeno un'istante.
Rimango ad aspettare contro la porta in attesa che arrivi,respirando piano mentre prego.
E quando arriva mi lascio cullare per il tempo sufficente a credere e sperare che le cose migliorino.
E quando sparisce,so che tornerà.
No so quando, non so nemmeno in che forma ma so che tornerà.
Così aspetto sempre di stare meglio.
Non voglio accontentarmi di star male e basta,posso accettare il buio in cambio della luce.
Mi sembra uno scambio equo.
Non mi arrenderò,spererò sempre che qualcosa di magico accada.
Che i miracoli possano accadere,anche a me.
Posso salvarmi, posso salvarmi.


martedì 28 gennaio 2014

XXV

Ho solo voglia di urlare oggi.
Ho terminato senza troppi problemi gli antidepressivi,ma oggi mi sento irrequieta e triste.
Arrabbiata e confusa dal mio comportamento.
Dalla miriade di cose sbagliate che ci sono in me,nel mio corpo e più a fondo dentro al mio cuore.
Oggi mi chiedo cosa ci faccio qui, senza prospettive e senza aspettative.
Il futuro non mi appartiene,io vivo in una pseudo dimensione alternativa fatta di sogni, in cui io scelgo per cosa emozionarmi, per cosa soffrire o gioire.
La realtà mi riguarda sempre meno.
Ma oggi sono arrabbiata.
Sento delle sensazioni fastidiose nello stomaco,che mi fanno venire la nausea.
Sento una rabbia ed una frustrazione,sottopelle che mi fa star male.
Sono arrabbiata.
Sono arrabbiata.
Sono arrabbiata con me stessa.

Cosa sto facendo?
Cosa sto facendo?
CHE COSA STO FACENDO?
Perchè sto sprecando la mia vita in questo modo?
Perchè sto vegetando in attesa di qualcosa?
Perchè sono fatta in questo modo?
CHE COSA STO FACENDO?
Qualcuno deve salvarmi da me stessa.
Qualcuno deve aiutarmi,qualcuno deve mostrarmi la via e dirmi cosa fare.
Voglio solo prendermi a schiaffi,perchè sto perdendo tempo?
Le mie giornate rappresentano il nulla cosmico, respiro di malavoglia mentre aspetto che si faccia l'ora di cena.
Poi potrò mettermi a letto ed aspettare di dormire in attesa di un'altro patetico giorno uguale al precedente.
Cosa posso fare?
Anche volendo ho i mezzi per cambiare?
Non ho abilità, sono una persona fiacca.
Non so cosa fare.
Non lo so.
Le medicine mi hanno tolto le preoccupazioni per un pò ma adesso sono ritornare tutte insieme,più prepotenti che mai.
I miei problemi restano,si sono messi comodi in un'angolino a gongolare.
Ad aspettare che la mia assuefazione artificiale alla tranquillità finisse ed oggi hanno bussato alla mia porta ancora una volta.
Devo cambiare, cielo quanto fa male.
Ma devo cambiare,tornare a fingere che i protocolli sociali mi interessino.
Devo fingere di essere una persona allegra e faticare nel costruire un rapporto che comunque mi si sgretolerà fra le dita una volta che la persona di turno troverà qualcosa di meglio.
Perchè non posso incontrare qualcuno simile a me?
Ci siete voi, nel mondo?
Possibile che ci sia solo io?
Ho bisogno di sapere che ci sono altre me al mondo.
Ho bisogno di sapere che andrà tutto bene.
Ho bisogno che qualcuno mi trovi.

sabato 21 dicembre 2013

XXIV

Sono nella confusione più totale.
Oggi incontro R. dopo quasi un'anno e mezzo di silenzio.
Le cose mi devono essere sfuggite di mano per arrivare a questo punto così in fretta.
Mi ero imposta di aspettare,di prendere le cose con calma ma a quanto pare non è il mio stile.
Oggi ci vediamo.
La cosa mi fa venire i brividi, ho un "WHAT THE FUCK" che sventola a colori accesi nella mia testa vuota.
Stavo andando indietro per capire quando effettivamente mi sono cacciata in questa situazione ma le cose sono semplicemente andate in questo modo.
Oltretutto invece di vederci in centro come mi ero aspettata mi ha detto che passerà da casa mia.
Mi ero aspettata un'incontro diverso,in un territorio neutrale ma quanto pare non è cosi che andrà.
Le cose non seguono mai il filo logico nella mia testa, tutto finisce inevitabilmente per essere diverso, peggiore.Reale.
Cosi eccomi qui, nella paranoia più totale.
Nella mia testa cerco delle vie di fuga possibili e plausibili.
Non ne trovo,ho rimandato troppe volte.
Nei giorni scorsi questo incontro non mi ha preoccupato minimamente, ci ho pensato pochissimo.
Ne ero quasi contenta a volte,al pensiero di vederla e passare del tempo diversamente dal solito.
Una sorta di quieta frenesia,che però deve essere andata a male e si è trasformata in paura e terrore.
Vederla mi spaventa.
Sentirla è tutta un'altra cosa; Ci sono uno schermo,una linea telefonica e parecchi chilometri di distanza che mi tengono al sicuro.
Vederla fisicamente, mi terrorizza.
I suoi capelli,la sua voce e tutto il resto.
Davanti a me.
Di fianco a me.
Troppo reale,non sono pronta.
Quelle poche conversazioni che abbiamo avuto online non sono state un rodaggio sufficiente.
Non sono pronta per tornare in pista.
O lo sono?
Sono venuta qui a scrivere sperando di trovare il coraggio sufficente ad affrontare questa sfida e invece mi ritrovo più confusa e spaventata di prima.
Nemmeno questo è andato secondo i miei piani,ironia della sorte.
La tentazione di mandarle un messaggio e rimandare è fortissima.
Rimandare ad un'altra volta, al mese prossimo.
Dopo Natale,dopo le feste.
L'anno nuovo.
Ad un'altra vita.
Cosa devo fare?
Mi sono decisa a perdonarla, andare avanti e non guardare più al passato.
Questa cosa mi ha fatto piacere,specialmente con la rinnovata scoperta della mia pignoleria riguardo il comportamento altrui.
Come diceva qualcuno:
"Ho un carattere forse incline al risentimento: persa una volta, la mia stima e' persa per sempre."
Ma sto cercando di cambiare,sto cercando di smussare gli angoli spigolosi delle mie cattive abitudini.

Si può andare avanti,si può perdonare e forse anche dimenticare.
L'idea di essere una persona che serba rancore (anche sottopelle) mi avvilisce.
Quindi dimenticherò questo anno di silenzio ed i motivi che c'è l'hanno portato.
Era questo il piano.
In teoria le cose dovrebbero andare in questo modo ma la teoria con me funziona ancor meno della pratica,quindi in breve sono fottuta.
Quindi forse è questo che sono venuta a dire qui,
non "andrà tutto bene" ma "sono fottuta"

Oppure "Andrà tutto bene ma sono fottuta."
"Sono fottuta,ma andrà tutto bene"
Quest'ultima mi piace molto,è molto da me scrivere un poema logorroico per una situazione che poteva essere sintetizzata in un'unica, cazzo, di frase.


venerdì 22 novembre 2013

XXIII

In questo momento ti sto odiando,sappilo.
Perchè le cose in un modo o nell'altro devono sempre girarmi male?
Io non mi capacito.
Andava tutto bene,ma ovviamente una settimana senza intoppi è già troppo per me.
Se rileggo il mio post precedente,pieno di sole e speranza,mi viene da sputargli contro.
Darei una sonora testata allo schermo del portatile.
Renderebbe  questo dolore sordo, reale.
Sto prendendo le medicine, sto provando a cambiare le cose.
Ci sto provando cazzo,ci sto provando.
Ma a quanto pare non basta, non basta mai.
P. è sempre stata intoccabile per me.
I suoi errori hanno sempre un'ampio margine di tolleranza,molto più di chiunque altro.
Tendo a non vedere o sentire per il quieto vivere di tutti,soprattutto per il mio quindi le cose mi stanno solitamente bene cosi.
Ma non oggi,non questa sera.
Non so perchè vedo quello di oggi come un tradimento in piena regola.
Forse perchè l'ho chiamata nel pomeriggio e non ha accennato a niente di insolito o forse perchè ci siamo confidate talmente tante volte sui nostri dubbi per il futuro e le nostre paranoie su "cosa faremo per il resto della nostra vita" che vederla intraprendere una pseudo nuova avventura senza di me mi ha lasciato interdetta.
E l'ho scoperto solo grazie ai social network,perchè altrimenti sono sicura non me ne avrebbe fatto nemmeno parola.
E' davvero cosi facile lasciarmi indietro?
La gente non sembra preoccuparsi minimamente di perdermi,o di farmi un torto.
Valgo cosi poco?
Sono una persona cosi mediocre?
La mia personalità, la mia anima, sono cosi povere da non aver diritto nemmeno ad una giustificazione?
Ad una bugia?
Davvero io non lo so.
Questa cosa mi ha davvero buttato giù in modo pazzesco.
P. è la mia eccezione.
Le regole non valgono mai per lei,lei è fuori punteggio.
Perchè mi ha fatto questo?
Condividerei tutto con lei,ma i miei sentimenti sono sempre unilaterali.
Il mio amore,la mia devozione,il mio affetto non sono mai corrisposti.
Forse è colpa mia.
Forse la mia faccia,il mio atteggiamento ispira questo nella gente.
"Ecco una coglioncella che posso prendere facilmente per il culo."
"Ecco qualcuno che posso sfruttare a piacimento quando non ho niente da fare"
Sono stanca di tutto questo.
Davvero stanca.
Voglio che questo cambi, voglio essere rispettata.
Amata.
Ma come si fa?
Se non riesco a far germogliare spontaneamente l'affetto per me nel cuore delle persone a me care che cosa mi resta?
Che cosa posso fare?
Davvero,che cosa posso fare?

Non lo so

domenica 17 novembre 2013

XXII

E' da un pò che non scrivo.
Le cose sono sensibilmente migliorate da quando ho scritto l'ultima volta.
Ho avuto dei riscontri medici,ho preso delle decisioni circa il mio futuro ed ho un sogno.
Questa cosa mi eccita e mi spaventa allo stesso tempo.
E' accaduto tutto molto gradualmente,forse sono solo uscita piano piano dal torpore che mi accompagnava da un pò di tempo a questa parte, oppure ho solo avuto il miracolo che avevo insistentemente chiesto.
Tutto mi appare chiaro eppure lineare come una sorta di dejà-vu.
Ma non c'è niente che mi rimandi al passato o un futuro ipotetico,io sono qui perchè era destino che fossi qui.
Sono esattamente dove dovrei essere.
Questo è il mio destino, io appartengo a questo posto in questo momento.
Io appartengo a queste mani che scrivono sotto di me quello che non so dire a voce alta.
Questo è il fuoco divampa dentro di me come un tempo.
Questo è quello che devo fare, questo è quello che farò probabilmente per sempre.
Sono io che ritrovo passione ed amore per qualcosa,ritrovo la voglia di raccontare.

-

La visita dal neurologo è andata bene direi,quel tipo mi ha inquadrata in un nanosecondo.
Sono uno stupido clichè.
Nella sala d'attesa ero l'unica persona sotto i sessant'anni.
Ero circondata da anziani con probabili problemi legati all'avanzamento dell'età e mi sentivo più fuoriposto che mai.
Cosa ci fa una ragazza di venticinque anni da un Neurologo?
E non era nemmeno la prima volta.
Non c'è stato bisogno di fare l'ennesimo Elettroencefalogramma.
Non sono pazza,sono solo una perdente.
La cosa non mi ha rincuorato come dovrebbe, sono uscita a testa bassa da quella stanza asettica piena di strani congegni.
La prognosi è sempre quella;
Ansia.Attacchi di panico. Derealizzazione.
"Predisposizione alla mancanza genetica di Serotonina."
La cosa mi ha sempre fatto ridere.
Sono geneticamente predisposta per l'infelicità.
Grandioso.
Ma mi ha anche aperto gli occhi.
Mentre quel dottore faceva a pezzi sempre più piccoli la mia esistenza mi sono resa conto che aveva ragione.
Ho sempre saputo che stavo sprecando le mie giornate,le mie emozioni ma sentirselo dire da uno sconosciuto ha avuto il suo perchè.
Ma ho preso varie decisioni da allora.
Prima di tutto ho scoperto che la mia vita è migliorabile da una miriade di punti di vista (no,non è vero.Solo due o tre al massimo).
E con migliorabile intendo,davvero migliorabile.
In senso reale,non immaginario.Non nella mia testa e basta.
Intendo davvero fattibile.
Tutte le cose che sognavo potrebbero essere vere,non ci sono ostacoli insormontabili.
La cosa mi ha shockato.
Molte cose che la gente normale semplicemente , per me sono una sorta di epifania.
Un giorno diventerò un'essere umano completo.
Un giorno sarò una persona vera, una di quelle che semplicemente, sanno.