Sono nella confusione più totale.
Oggi incontro R. dopo quasi un'anno e mezzo di silenzio.
Le cose mi devono essere sfuggite di mano per arrivare a questo punto così in fretta.
Mi ero imposta di aspettare,di prendere le cose con calma ma a quanto pare non è il mio stile.
Oggi ci vediamo.
La cosa mi fa venire i brividi, ho un "WHAT THE FUCK" che sventola a colori accesi nella mia testa vuota.
Stavo andando indietro per capire quando effettivamente mi sono cacciata in questa situazione ma le cose sono semplicemente andate in questo modo.
Oltretutto invece di vederci in centro come mi ero aspettata mi ha detto che passerà da casa mia.
Mi ero aspettata un'incontro diverso,in un territorio neutrale ma quanto pare non è cosi che andrà.
Le cose non seguono mai il filo logico nella mia testa, tutto finisce inevitabilmente per essere diverso, peggiore.Reale.
Cosi eccomi qui, nella paranoia più totale.
Nella mia testa cerco delle vie di fuga possibili e plausibili.
Non ne trovo,ho rimandato troppe volte.
Nei giorni scorsi questo incontro non mi ha preoccupato minimamente, ci ho pensato pochissimo.
Ne ero quasi contenta a volte,al pensiero di vederla e passare del tempo diversamente dal solito.
Una sorta di quieta frenesia,che però deve essere andata a male e si è trasformata in paura e terrore.
Vederla mi spaventa.
Sentirla è tutta un'altra cosa; Ci sono uno schermo,una linea telefonica e parecchi chilometri di distanza che mi tengono al sicuro.
Vederla fisicamente, mi terrorizza.
I suoi capelli,la sua voce e tutto il resto.
Davanti a me.
Di fianco a me.
Troppo reale,non sono pronta.
Quelle poche conversazioni che abbiamo avuto online non sono state un rodaggio sufficiente.
Non sono pronta per tornare in pista.
O lo sono?
Sono venuta qui a scrivere sperando di trovare il coraggio sufficente ad affrontare questa sfida e invece mi ritrovo più confusa e spaventata di prima.
Nemmeno questo è andato secondo i miei piani,ironia della sorte.
La tentazione di mandarle un messaggio e rimandare è fortissima.
Rimandare ad un'altra volta, al mese prossimo.
Dopo Natale,dopo le feste.
L'anno nuovo.
Ad un'altra vita.
Cosa devo fare?
Mi sono decisa a perdonarla, andare avanti e non guardare più al passato.
Questa cosa mi ha fatto piacere,specialmente con la rinnovata scoperta della mia pignoleria riguardo il comportamento altrui.
Come diceva qualcuno:
"Ho un carattere forse incline al risentimento: persa una volta, la mia stima e' persa per sempre."
Ma sto cercando di cambiare,sto cercando di smussare gli angoli spigolosi delle mie cattive abitudini.
Si può andare avanti,si può perdonare e forse anche dimenticare.
L'idea di essere una persona che serba rancore (anche sottopelle) mi avvilisce.
Quindi dimenticherò questo anno di silenzio ed i motivi che c'è l'hanno portato.
Era questo il piano.
In teoria le cose dovrebbero andare in questo modo ma la teoria con me funziona ancor meno della pratica,quindi in breve sono fottuta.
Quindi forse è questo che sono venuta a dire qui,
non "andrà tutto bene" ma "sono fottuta"
Oppure "Andrà tutto bene ma sono fottuta."
"Sono fottuta,ma andrà tutto bene"
Quest'ultima mi piace molto,è molto da me scrivere un poema logorroico per una situazione che poteva essere sintetizzata in un'unica, cazzo, di frase.
sabato 21 dicembre 2013
venerdì 22 novembre 2013
XXIII
In questo momento ti sto odiando,sappilo.
Perchè le cose in un modo o nell'altro devono sempre girarmi male?
Io non mi capacito.
Andava tutto bene,ma ovviamente una settimana senza intoppi è già troppo per me.
Se rileggo il mio post precedente,pieno di sole e speranza,mi viene da sputargli contro.
Darei una sonora testata allo schermo del portatile.
Renderebbe questo dolore sordo, reale.
Sto prendendo le medicine, sto provando a cambiare le cose.
Ci sto provando cazzo,ci sto provando.
Ma a quanto pare non basta, non basta mai.
P. è sempre stata intoccabile per me.
I suoi errori hanno sempre un'ampio margine di tolleranza,molto più di chiunque altro.
Tendo a non vedere o sentire per il quieto vivere di tutti,soprattutto per il mio quindi le cose mi stanno solitamente bene cosi.
Ma non oggi,non questa sera.
Non so perchè vedo quello di oggi come un tradimento in piena regola.
Forse perchè l'ho chiamata nel pomeriggio e non ha accennato a niente di insolito o forse perchè ci siamo confidate talmente tante volte sui nostri dubbi per il futuro e le nostre paranoie su "cosa faremo per il resto della nostra vita" che vederla intraprendere una pseudo nuova avventura senza di me mi ha lasciato interdetta.
E l'ho scoperto solo grazie ai social network,perchè altrimenti sono sicura non me ne avrebbe fatto nemmeno parola.
E' davvero cosi facile lasciarmi indietro?
La gente non sembra preoccuparsi minimamente di perdermi,o di farmi un torto.
Valgo cosi poco?
Sono una persona cosi mediocre?
La mia personalità, la mia anima, sono cosi povere da non aver diritto nemmeno ad una giustificazione?
Ad una bugia?
Davvero io non lo so.
Questa cosa mi ha davvero buttato giù in modo pazzesco.
P. è la mia eccezione.
Le regole non valgono mai per lei,lei è fuori punteggio.
Perchè mi ha fatto questo?
Condividerei tutto con lei,ma i miei sentimenti sono sempre unilaterali.
Il mio amore,la mia devozione,il mio affetto non sono mai corrisposti.
Forse è colpa mia.
Forse la mia faccia,il mio atteggiamento ispira questo nella gente.
"Ecco una coglioncella che posso prendere facilmente per il culo."
"Ecco qualcuno che posso sfruttare a piacimento quando non ho niente da fare"
Sono stanca di tutto questo.
Davvero stanca.
Voglio che questo cambi, voglio essere rispettata.
Amata.
Ma come si fa?
Se non riesco a far germogliare spontaneamente l'affetto per me nel cuore delle persone a me care che cosa mi resta?
Che cosa posso fare?
Davvero,che cosa posso fare?
Non lo so
Perchè le cose in un modo o nell'altro devono sempre girarmi male?
Io non mi capacito.
Andava tutto bene,ma ovviamente una settimana senza intoppi è già troppo per me.
Se rileggo il mio post precedente,pieno di sole e speranza,mi viene da sputargli contro.
Darei una sonora testata allo schermo del portatile.
Renderebbe questo dolore sordo, reale.
Sto prendendo le medicine, sto provando a cambiare le cose.
Ci sto provando cazzo,ci sto provando.
Ma a quanto pare non basta, non basta mai.
P. è sempre stata intoccabile per me.
I suoi errori hanno sempre un'ampio margine di tolleranza,molto più di chiunque altro.
Tendo a non vedere o sentire per il quieto vivere di tutti,soprattutto per il mio quindi le cose mi stanno solitamente bene cosi.
Ma non oggi,non questa sera.
Non so perchè vedo quello di oggi come un tradimento in piena regola.
Forse perchè l'ho chiamata nel pomeriggio e non ha accennato a niente di insolito o forse perchè ci siamo confidate talmente tante volte sui nostri dubbi per il futuro e le nostre paranoie su "cosa faremo per il resto della nostra vita" che vederla intraprendere una pseudo nuova avventura senza di me mi ha lasciato interdetta.
E l'ho scoperto solo grazie ai social network,perchè altrimenti sono sicura non me ne avrebbe fatto nemmeno parola.
E' davvero cosi facile lasciarmi indietro?
La gente non sembra preoccuparsi minimamente di perdermi,o di farmi un torto.
Valgo cosi poco?
Sono una persona cosi mediocre?
La mia personalità, la mia anima, sono cosi povere da non aver diritto nemmeno ad una giustificazione?
Ad una bugia?
Davvero io non lo so.
Questa cosa mi ha davvero buttato giù in modo pazzesco.
P. è la mia eccezione.
Le regole non valgono mai per lei,lei è fuori punteggio.
Perchè mi ha fatto questo?
Condividerei tutto con lei,ma i miei sentimenti sono sempre unilaterali.
Il mio amore,la mia devozione,il mio affetto non sono mai corrisposti.
Forse è colpa mia.
Forse la mia faccia,il mio atteggiamento ispira questo nella gente.
"Ecco una coglioncella che posso prendere facilmente per il culo."
"Ecco qualcuno che posso sfruttare a piacimento quando non ho niente da fare"
Sono stanca di tutto questo.
Davvero stanca.
Voglio che questo cambi, voglio essere rispettata.
Amata.
Ma come si fa?
Se non riesco a far germogliare spontaneamente l'affetto per me nel cuore delle persone a me care che cosa mi resta?
Che cosa posso fare?
Davvero,che cosa posso fare?
Non lo so
domenica 17 novembre 2013
XXII
E' da un pò che non scrivo.
Le cose sono sensibilmente migliorate da quando ho scritto l'ultima volta.
Ho avuto dei riscontri medici,ho preso delle decisioni circa il mio futuro ed ho un sogno.
Questa cosa mi eccita e mi spaventa allo stesso tempo.
E' accaduto tutto molto gradualmente,forse sono solo uscita piano piano dal torpore che mi accompagnava da un pò di tempo a questa parte, oppure ho solo avuto il miracolo che avevo insistentemente chiesto.
Tutto mi appare chiaro eppure lineare come una sorta di dejà-vu.
Ma non c'è niente che mi rimandi al passato o un futuro ipotetico,io sono qui perchè era destino che fossi qui.
Sono esattamente dove dovrei essere.
Questo è il mio destino, io appartengo a questo posto in questo momento.
Io appartengo a queste mani che scrivono sotto di me quello che non so dire a voce alta.
Questo è il fuoco divampa dentro di me come un tempo.
Questo è quello che devo fare, questo è quello che farò probabilmente per sempre.
Sono io che ritrovo passione ed amore per qualcosa,ritrovo la voglia di raccontare.
-
La visita dal neurologo è andata bene direi,quel tipo mi ha inquadrata in un nanosecondo.
Sono uno stupido clichè.
Nella sala d'attesa ero l'unica persona sotto i sessant'anni.
Ero circondata da anziani con probabili problemi legati all'avanzamento dell'età e mi sentivo più fuoriposto che mai.
Cosa ci fa una ragazza di venticinque anni da un Neurologo?
E non era nemmeno la prima volta.
Non c'è stato bisogno di fare l'ennesimo Elettroencefalogramma.
Non sono pazza,sono solo una perdente.
La cosa non mi ha rincuorato come dovrebbe, sono uscita a testa bassa da quella stanza asettica piena di strani congegni.
La prognosi è sempre quella;
Ansia.Attacchi di panico. Derealizzazione.
"Predisposizione alla mancanza genetica di Serotonina."
La cosa mi ha sempre fatto ridere.
Sono geneticamente predisposta per l'infelicità.
Grandioso.
Ma mi ha anche aperto gli occhi.
Mentre quel dottore faceva a pezzi sempre più piccoli la mia esistenza mi sono resa conto che aveva ragione.
Ho sempre saputo che stavo sprecando le mie giornate,le mie emozioni ma sentirselo dire da uno sconosciuto ha avuto il suo perchè.
Ma ho preso varie decisioni da allora.
Prima di tutto ho scoperto che la mia vita è migliorabile da una miriade di punti di vista (no,non è vero.Solo due o tre al massimo).
E con migliorabile intendo,davvero migliorabile.
In senso reale,non immaginario.Non nella mia testa e basta.
Intendo davvero fattibile.
Tutte le cose che sognavo potrebbero essere vere,non ci sono ostacoli insormontabili.
La cosa mi ha shockato.
Molte cose che la gente normale semplicemente sà, per me sono una sorta di epifania.
Un giorno diventerò un'essere umano completo.
Un giorno sarò una persona vera, una di quelle che semplicemente, sanno.
Le cose sono sensibilmente migliorate da quando ho scritto l'ultima volta.
Ho avuto dei riscontri medici,ho preso delle decisioni circa il mio futuro ed ho un sogno.
Questa cosa mi eccita e mi spaventa allo stesso tempo.
E' accaduto tutto molto gradualmente,forse sono solo uscita piano piano dal torpore che mi accompagnava da un pò di tempo a questa parte, oppure ho solo avuto il miracolo che avevo insistentemente chiesto.
Tutto mi appare chiaro eppure lineare come una sorta di dejà-vu.
Ma non c'è niente che mi rimandi al passato o un futuro ipotetico,io sono qui perchè era destino che fossi qui.
Sono esattamente dove dovrei essere.
Questo è il mio destino, io appartengo a questo posto in questo momento.
Io appartengo a queste mani che scrivono sotto di me quello che non so dire a voce alta.
Questo è il fuoco divampa dentro di me come un tempo.
Questo è quello che devo fare, questo è quello che farò probabilmente per sempre.
Sono io che ritrovo passione ed amore per qualcosa,ritrovo la voglia di raccontare.
-
La visita dal neurologo è andata bene direi,quel tipo mi ha inquadrata in un nanosecondo.
Sono uno stupido clichè.
Nella sala d'attesa ero l'unica persona sotto i sessant'anni.
Ero circondata da anziani con probabili problemi legati all'avanzamento dell'età e mi sentivo più fuoriposto che mai.
Cosa ci fa una ragazza di venticinque anni da un Neurologo?
E non era nemmeno la prima volta.
Non c'è stato bisogno di fare l'ennesimo Elettroencefalogramma.
Non sono pazza,sono solo una perdente.
La cosa non mi ha rincuorato come dovrebbe, sono uscita a testa bassa da quella stanza asettica piena di strani congegni.
La prognosi è sempre quella;
Ansia.Attacchi di panico. Derealizzazione.
"Predisposizione alla mancanza genetica di Serotonina."
La cosa mi ha sempre fatto ridere.
Sono geneticamente predisposta per l'infelicità.
Grandioso.
Ma mi ha anche aperto gli occhi.
Mentre quel dottore faceva a pezzi sempre più piccoli la mia esistenza mi sono resa conto che aveva ragione.
Ho sempre saputo che stavo sprecando le mie giornate,le mie emozioni ma sentirselo dire da uno sconosciuto ha avuto il suo perchè.
Ma ho preso varie decisioni da allora.
Prima di tutto ho scoperto che la mia vita è migliorabile da una miriade di punti di vista (no,non è vero.Solo due o tre al massimo).
E con migliorabile intendo,davvero migliorabile.
In senso reale,non immaginario.Non nella mia testa e basta.
Intendo davvero fattibile.
Tutte le cose che sognavo potrebbero essere vere,non ci sono ostacoli insormontabili.
La cosa mi ha shockato.
Molte cose che la gente normale semplicemente sà, per me sono una sorta di epifania.
Un giorno diventerò un'essere umano completo.
Un giorno sarò una persona vera, una di quelle che semplicemente, sanno.
domenica 27 ottobre 2013
XXI
Io non so come si possa far leva in una maniera cosi forte sui punti deboli degli altri.
Infilare prepotentemente il dito sudicio in una piaga già infetta.
Mia madre è sale grosso sulle mie ferite aperte.
E' una lama affilata sui miei nervi scoperti.
Non so se ne sia cosciente oppure no,ma è cosi.
Mi chiedo come si possa far volontariamente del male a qualcuno.
Dire qualcosa unicamente per ferire,le parole che diventano sibili prima di mordere ed avvelenare.
Volontariamente.
Volontariamente.
Io non capisco, probabilmente in cuor suo sta cercando di spronarmi ma non capisce che non è il modo giusto.
Accanarsi su una preda moribonda prendendola a calci, nella sua testa deve avere il suo perchè.
Nella mia,questa cosa non ha senso.
Prende i miei incubi peggiori e li rende reali,pronuncia le parole che ho più paura di sentirmi dire senza remore,senza
dolcezza.
Sibili,non parole.
Mastica e sputa via gli orrori peggiori e le mie paure,senza rendersi conto del male che mi fa.
Cerco di spiegarmi,dirle che ho bisogno di aiuto e che non ce la faccio solo a riprendere le medicine e basta.
Mi serve una guida,qualcuno che possa dirmi che sto facendo dei progressi,oppure che non sto andando avanti.
Qualcuno di competente che possa dirmi cosa fare perchè io non lo so.
Ma lei non ci arriva,non riesco a capire se pensi che sia solo un capriccio oppure una perdita di tempo.
Il mio dolore lei non lo vede,e non solo perchè io glielo nascondo.
La ragione è che anche trovandoselo davanti rimarrebbe impassibile adducendogli scuse patetiche e poco credibili.
Forse questa è una delle ragioni che mi spingono a tenere per me le mie cose.
Non capirebbe.
Si farebbe la sua idea,distante anni luce dalla vera realtà ed allora non ci sarebbe più nient'altro.
Le mie parole non avrebbero più senso per lei,perchè crede di conoscermi meglio di me.
Io conosco bene le mie paure,conosco le mie ossessioni meglio delle mie tasche e la mia angoscia la recito a memoria tutti i giorni.
Tirerebbe una ridicola pezza dal taschino,piccola e totalmente inutile e la poggerebbe sulla parte sbagliata,credendo di avermi curato.
Io non ho bisogno di una pacca sulla spalla o un consiglio disinteressato.
Questa volta riconosco il pericolo,e non faremo come dice lei.
Stavolta facciamo come dico io.
C'è la mia sanità mentale in ballo e non accetterò mezze misure o sguardi di carichi di pietà mista a disgusto da parte di mio padre o di qualsiasi altro.
Ci vuole qualcuno che mi dica cosa fare,perchè pur conoscendomi io continuo a sbagliare qualcosa.
Infilare prepotentemente il dito sudicio in una piaga già infetta.
Mia madre è sale grosso sulle mie ferite aperte.
E' una lama affilata sui miei nervi scoperti.
Non so se ne sia cosciente oppure no,ma è cosi.
Mi chiedo come si possa far volontariamente del male a qualcuno.
Dire qualcosa unicamente per ferire,le parole che diventano sibili prima di mordere ed avvelenare.
Volontariamente.
Volontariamente.
Io non capisco, probabilmente in cuor suo sta cercando di spronarmi ma non capisce che non è il modo giusto.
Accanarsi su una preda moribonda prendendola a calci, nella sua testa deve avere il suo perchè.
Nella mia,questa cosa non ha senso.
Prende i miei incubi peggiori e li rende reali,pronuncia le parole che ho più paura di sentirmi dire senza remore,senza
dolcezza.
Sibili,non parole.
Mastica e sputa via gli orrori peggiori e le mie paure,senza rendersi conto del male che mi fa.
Cerco di spiegarmi,dirle che ho bisogno di aiuto e che non ce la faccio solo a riprendere le medicine e basta.
Mi serve una guida,qualcuno che possa dirmi che sto facendo dei progressi,oppure che non sto andando avanti.
Qualcuno di competente che possa dirmi cosa fare perchè io non lo so.
Ma lei non ci arriva,non riesco a capire se pensi che sia solo un capriccio oppure una perdita di tempo.
Il mio dolore lei non lo vede,e non solo perchè io glielo nascondo.
La ragione è che anche trovandoselo davanti rimarrebbe impassibile adducendogli scuse patetiche e poco credibili.
Forse questa è una delle ragioni che mi spingono a tenere per me le mie cose.
Non capirebbe.
Si farebbe la sua idea,distante anni luce dalla vera realtà ed allora non ci sarebbe più nient'altro.
Le mie parole non avrebbero più senso per lei,perchè crede di conoscermi meglio di me.
Io conosco bene le mie paure,conosco le mie ossessioni meglio delle mie tasche e la mia angoscia la recito a memoria tutti i giorni.
Tirerebbe una ridicola pezza dal taschino,piccola e totalmente inutile e la poggerebbe sulla parte sbagliata,credendo di avermi curato.
Io non ho bisogno di una pacca sulla spalla o un consiglio disinteressato.
Questa volta riconosco il pericolo,e non faremo come dice lei.
Stavolta facciamo come dico io.
C'è la mia sanità mentale in ballo e non accetterò mezze misure o sguardi di carichi di pietà mista a disgusto da parte di mio padre o di qualsiasi altro.
Ci vuole qualcuno che mi dica cosa fare,perchè pur conoscendomi io continuo a sbagliare qualcosa.
mercoledì 16 ottobre 2013
XX
Il mio rapporto con N. è scivolato nel baratro.
Nei post precedenti questa cosa mi aveva preoccupato e deluso,adesso non più.
Sono arrabbiata con lui,ritengo che si sia comportato male con me.
In questi mesi in cui è stato qui,ci siamo visti e sentiti pochissimo.
Complice la sua laurea,e il suo nuovo love-interest il nostro rapporto è andato completamente a puttane.
Lui non si è fatto sentire ed io mi sono stancata di correre come un cagnolino ogni volta che lui faceva un cenno.
Morale: Silenzio per settimane.
Poi dopo avermi ignorato per mesi,pretendeva che andassi tutta tranquilla alla sua laurea fuori città (organizzandomi da sola oltretutto) e alla sua festa,casualmente organizzata il giorno del mio compleanno.
Sono cosi inutile per lui,che la sera del mio compleanno avrei dovuto passarla a festeggiare qualcun'altro.
Non lo riconosco più.
E' diventato una nota a piè pagina che non ho voglia di leggere.
Una di quelle scritte in caratteri minuscoli, che ti obbligano a strizzare gli occhi per avere maggiore chiarezza.
Passo avanti senza remore.
Non arricchirà o chiarirà qualche dubbio a proposito di quello che sto leggendo.
E' questo quello che penso.
Chiarire con lui non servirebbe a nulla,provare a spiegarci sarebbe del tutto inutile.
Lui è bravo con le parole, le parole dette, quelle fisiche, che si pronunciano con la bocca.
Le gestisce bene,le cavalca come un'onda perfetta.
Io incespico,mi dimentico quello che voglio dire.
Faccio dei discorsoni nella mia testa,espongo le mie ragioni,analizzo la situazione in modo oggettivo calcolando pro e contro ma quando devo parlare ne esce fuori una poltiglia che assomiglia ai gorgoglii della mia nipotina più piccola.
Quello che penso resta a terra,non arriva in superficie.
E' come un'amuleto che cade nell'oceano e arriva sul fondo senza che nessuno si preoccupi di recuperarlo e portarlo a galla.
Quello che penso rimane dentro di me perchè a parole non lo so dire.
Pur di parlare correttamente affermo il contrario di quello che penso,tanto per essere al sicuro.
Quindi come al solito finirebbe per avere ragione lui ed io al solito finirei per scusarmi di cose che in realtà non ho fatto o fingerò di dispiacermi per situazioni che ritengo di aver gestito correttamente.
Quindi in poche parole, routine.
Tutto più o meno come al solito.
Non è quello che facciamo sempre?
Sono stanca di sentirmi stupida in sua presenza.
"Mi dispiace tanto se non sono potuta venire"
"Mi dispiace se ho fatto questo"
"Mi dispiace se ho fatto quell'altro"
"Scusa se non ho capito"
"Scusa se non mi sono fatta sentire"
e bla bla bla.
Niente a proposito delle sue di scuse.
Non ha importanza se lui è qui da mesi interi e non si è degnato di venire qui nemmeno una volta.
Se mi ha chiamato solo per usarmi in un modo o nell'altro.
E' uscito molte volte,ma mai una volta in cui abbia pensato di coinvolgermi.
No,io vado bene quando probabilmente tutti gli altri hanno da fare e sono l'ultima spiaggia rimasta.
Devo sempre essere io ad andare,sempre io a tornare.
Lui è come una matrona che riceve attenzioni,che si incapriccia se non le riceve.
Mette il muso e fa l'offeso come una ragazzina.
Io almeno ho il buon senso di tenermelo per me.
Posso quasi immaginare la scena di noi due sullo stesso divano di casa sua,seduti distanti l'uno dall'altra;
E' come un deja-vu.
Io mi sperticherò in scuse e complimenti per la sua laurea fingendo di cospargermi il capo di cenere per tutte le mie mancanze, le mie inadeguatezze ed i miei sbagli, e lui ascolterà benevolo nutrendosi della mie debolezze.
Non vedo l'ora che se ne torni in Inghilterra o dove accidenti vuole.
Lo sopporto più volentieri su skype dove posso far cadere la conversazione in qualsiasi momento e dare la colpa alla banda larga.
Mi chiedo dov'è finito il ragazzo dell'anno scorso sulla quale facevo affidamento.
Adesso al suo posto c'è uno stronzetto snob che finge senza più troppo successo,di essere ancora umile.
Rimasugli di quello era.Chissà per quanto poi.
Prima o poi dovrò vederlo,ma non ho voglia di leccare il culo a nessuno.
Non me ne importa un'accidenti della sua laurea o della sua lode,e sono cosi depressa ed apatica che non so se riuscirò a dimostrare il contrario anche solo per educazione.
Nei post precedenti questa cosa mi aveva preoccupato e deluso,adesso non più.
Sono arrabbiata con lui,ritengo che si sia comportato male con me.
In questi mesi in cui è stato qui,ci siamo visti e sentiti pochissimo.
Complice la sua laurea,e il suo nuovo love-interest il nostro rapporto è andato completamente a puttane.
Lui non si è fatto sentire ed io mi sono stancata di correre come un cagnolino ogni volta che lui faceva un cenno.
Morale: Silenzio per settimane.
Poi dopo avermi ignorato per mesi,pretendeva che andassi tutta tranquilla alla sua laurea fuori città (organizzandomi da sola oltretutto) e alla sua festa,casualmente organizzata il giorno del mio compleanno.
Sono cosi inutile per lui,che la sera del mio compleanno avrei dovuto passarla a festeggiare qualcun'altro.
Non lo riconosco più.
E' diventato una nota a piè pagina che non ho voglia di leggere.
Una di quelle scritte in caratteri minuscoli, che ti obbligano a strizzare gli occhi per avere maggiore chiarezza.
Passo avanti senza remore.
Non arricchirà o chiarirà qualche dubbio a proposito di quello che sto leggendo.
E' questo quello che penso.
Chiarire con lui non servirebbe a nulla,provare a spiegarci sarebbe del tutto inutile.
Lui è bravo con le parole, le parole dette, quelle fisiche, che si pronunciano con la bocca.
Le gestisce bene,le cavalca come un'onda perfetta.
Io incespico,mi dimentico quello che voglio dire.
Faccio dei discorsoni nella mia testa,espongo le mie ragioni,analizzo la situazione in modo oggettivo calcolando pro e contro ma quando devo parlare ne esce fuori una poltiglia che assomiglia ai gorgoglii della mia nipotina più piccola.
Quello che penso resta a terra,non arriva in superficie.
E' come un'amuleto che cade nell'oceano e arriva sul fondo senza che nessuno si preoccupi di recuperarlo e portarlo a galla.
Quello che penso rimane dentro di me perchè a parole non lo so dire.
Pur di parlare correttamente affermo il contrario di quello che penso,tanto per essere al sicuro.
Quindi come al solito finirebbe per avere ragione lui ed io al solito finirei per scusarmi di cose che in realtà non ho fatto o fingerò di dispiacermi per situazioni che ritengo di aver gestito correttamente.
Quindi in poche parole, routine.
Tutto più o meno come al solito.
Non è quello che facciamo sempre?
Sono stanca di sentirmi stupida in sua presenza.
"Mi dispiace tanto se non sono potuta venire"
"Mi dispiace se ho fatto questo"
"Mi dispiace se ho fatto quell'altro"
"Scusa se non ho capito"
"Scusa se non mi sono fatta sentire"
e bla bla bla.
Niente a proposito delle sue di scuse.
Non ha importanza se lui è qui da mesi interi e non si è degnato di venire qui nemmeno una volta.
Se mi ha chiamato solo per usarmi in un modo o nell'altro.
E' uscito molte volte,ma mai una volta in cui abbia pensato di coinvolgermi.
No,io vado bene quando probabilmente tutti gli altri hanno da fare e sono l'ultima spiaggia rimasta.
Devo sempre essere io ad andare,sempre io a tornare.
Lui è come una matrona che riceve attenzioni,che si incapriccia se non le riceve.
Mette il muso e fa l'offeso come una ragazzina.
Io almeno ho il buon senso di tenermelo per me.
Posso quasi immaginare la scena di noi due sullo stesso divano di casa sua,seduti distanti l'uno dall'altra;
E' come un deja-vu.
Io mi sperticherò in scuse e complimenti per la sua laurea fingendo di cospargermi il capo di cenere per tutte le mie mancanze, le mie inadeguatezze ed i miei sbagli, e lui ascolterà benevolo nutrendosi della mie debolezze.
Non vedo l'ora che se ne torni in Inghilterra o dove accidenti vuole.
Lo sopporto più volentieri su skype dove posso far cadere la conversazione in qualsiasi momento e dare la colpa alla banda larga.
Mi chiedo dov'è finito il ragazzo dell'anno scorso sulla quale facevo affidamento.
Adesso al suo posto c'è uno stronzetto snob che finge senza più troppo successo,di essere ancora umile.
Rimasugli di quello era.Chissà per quanto poi.
Prima o poi dovrò vederlo,ma non ho voglia di leccare il culo a nessuno.
Non me ne importa un'accidenti della sua laurea o della sua lode,e sono cosi depressa ed apatica che non so se riuscirò a dimostrare il contrario anche solo per educazione.
venerdì 11 ottobre 2013
-
Domani è il mio compleanno.
Domani è il mio fottutissimo compleanno.
Sono di umore nero.
Non voglio fare bilanci.
Non voglio spegnere candeline.
Non voglio essere sbaciucchiata da nessun parente che con una vocina da checca esclami
"Tanti auguriiii!!!"
Domani voglio dormire,e svegliarmi direttamente Lunedì.
Ovviamente le stronzate non finiscono qui;
Domenica (il giorno dopo il mio fottutissimo compleanno) non ci sarà nessun riposo per me,assolutamente no.
Ma una fantastica,meravigliosa,splendida ed eccitante....GITA DI FAMIGLIA.
E non intendo un' innocuo giretto in macchina con i familiari a prendere un gelato,ma l'intero fottutissimo plotone d'esecuzione al completo.
Per una giornata INTERA.
Con la fottutissima sveglia puntata come una pistola alle quattro del mattino.
L'ironia di questa cosa mi ucciderebbe se non fosse che sono stata io stessa ad accettare.
Mia madre mi conosce abbastanza da non includermi mai in queste stronzate di famiglia ma io no,io non mi conosco per niente ovviamente.
Ho detto si,di mia spontanea volontà,senza costringimenti esterni di nessun tipo.
Non posso nemmeno dare la colpa all'alcool oppure all'erba visto che sono rispettivamente astemia e abbastanza ipocondriaca da non poter fare uso di nessun tipo di sostanza stupefacente (a volte penso che sia un vero peccato tutto sommato).
Se potessi tornare al momento in cui ho accettato,andrei lì di fronte a me e mi schiaffeggerei.
Una scena all'inception dei poveri.
La cosa divertente è che non ci saranno SOLO i miei fottutissimi parenti,ma anche perfetti estranei.
A malapena tollero la presenza della mia famiglia,mi viene il prurito a pensare di passare la giornata con troppa gente.
Sono nera.
Vedo nero.
La sto chiaramente prendendo male.
Domani l'unica cosa che voglio fare è
..un bel niente.
Fanculo al mio quarto di secolo.
Arrotondando per difetto è andato tutto bene,e tutto sommato ci metterei la firma per altri anni cosi.
Conoscendomi,poteva andare DAVVERO molto peggio.
FANCULO.
Domani è il mio fottutissimo compleanno.
Sono di umore nero.
Non voglio fare bilanci.
Non voglio spegnere candeline.
Non voglio essere sbaciucchiata da nessun parente che con una vocina da checca esclami
"Tanti auguriiii!!!"
Domani voglio dormire,e svegliarmi direttamente Lunedì.
Ovviamente le stronzate non finiscono qui;
Domenica (il giorno dopo il mio fottutissimo compleanno) non ci sarà nessun riposo per me,assolutamente no.
Ma una fantastica,meravigliosa,splendida ed eccitante....GITA DI FAMIGLIA.
E non intendo un' innocuo giretto in macchina con i familiari a prendere un gelato,ma l'intero fottutissimo plotone d'esecuzione al completo.
Per una giornata INTERA.
Con la fottutissima sveglia puntata come una pistola alle quattro del mattino.
L'ironia di questa cosa mi ucciderebbe se non fosse che sono stata io stessa ad accettare.
Mia madre mi conosce abbastanza da non includermi mai in queste stronzate di famiglia ma io no,io non mi conosco per niente ovviamente.
Ho detto si,di mia spontanea volontà,senza costringimenti esterni di nessun tipo.
Non posso nemmeno dare la colpa all'alcool oppure all'erba visto che sono rispettivamente astemia e abbastanza ipocondriaca da non poter fare uso di nessun tipo di sostanza stupefacente (a volte penso che sia un vero peccato tutto sommato).
Se potessi tornare al momento in cui ho accettato,andrei lì di fronte a me e mi schiaffeggerei.
Una scena all'inception dei poveri.
La cosa divertente è che non ci saranno SOLO i miei fottutissimi parenti,ma anche perfetti estranei.
A malapena tollero la presenza della mia famiglia,mi viene il prurito a pensare di passare la giornata con troppa gente.
Sono nera.
Vedo nero.
La sto chiaramente prendendo male.
Domani l'unica cosa che voglio fare è
..un bel niente.
Fanculo al mio quarto di secolo.
Arrotondando per difetto è andato tutto bene,e tutto sommato ci metterei la firma per altri anni cosi.
Conoscendomi,poteva andare DAVVERO molto peggio.
FANCULO.
sabato 24 agosto 2013
XIX
Non so perchè sono qui.
Non ho molta voglia di raccontarmi.
Benchè le cose da raccontare non manchino.
Le cose con N. non vanno.
E' tornato da più di una settimana e ci siamo visti solo due volte, di cui una interamente per sbaglio.
Dall'oculista.
Questa cosa è da sfigati seri,ma per davvero.
Ad ogni modo la cosa piacevole è che quando ci vediamo finiamo sempre col prenderci abbastanza o almeno questo è quello che mi pare di sentire,almeno da parte mia.
Quindi non riesco a capire cosa c'è che non va.
La cosa mi disturba,mi fa incazzare ma non mi fa star male più di tanto.
Vorrei delle spiegazioni,ma non faccio domande.
Arrivo alle conclusioni giuste ma non gliele faccio notare.
Faccio la finta tonta per non metterlo in imbarazzo quando in realtà vorrei sbattergli la faccia contro il muro.
A volte penso che si vergogna di me a tal punto da non voler farsi vedere giro fisicamente, insieme a me.
Lo hanno visto in giro con più persone quindi non è l'aria da cittadina mediocre di provincia che lo ammorba a tal punto da non voler uscire di casa,ma bensì io.
La conclusione più logica sembra proprio questa.
E' un pò una cosa nuova per me, è proprio la nuova frontiera della mia rinnovata inaduatezza sociale che vanta vette sempre più alte.
Da ragazza,anche per uno pseudo-bear frocio non sono abbastanza attraente.
La situazione sociale sta andando completamente a puttane ma non me ne preoccupo eccessivamente.
Su quel fronte le cose vanno di merda da cosi tanto tempo che deve essere diventata una sorta di routine.
Anche l'ipotesi di conoscere un nuovo amico/una nuova amica, mi appare come una sorta di desiderio improbabile, un pò quando ti viene da alzare i pugni al cielo e ti domandi perchè non puoi vincere alla lotteria (pur non giocando o acquistando nessun biglietto) o perchè non sei una di quelle ragazze fortunate che possiedono un pony.
O nel mio caso,avere qualcuno accanto che non mi faccia sentire sola.
Oggi M. ha dormito qui,dio la benedica quella ragazzina.
Nonostante stia attraversando quella simpatica fase chiamata "pubertà" ci intendiamo davvero alla grande.
Non potremmo essere più diverse;io alla sua età io giocavo a fare l'alternativa e la punk, facendo finta di aver letto L'Ulisse,lei invece ascolta Bruno Mars e vuole avere un ragazzo al più presto.
Ma ci intendiamo alla grande e riesco a stare bene e sentirmi più normale che mai quando lei è nei paraggi.
Riesco a ridere,ad essere divertente e spiritosa.
Ogni volta per me è una sorpresa,scoprire di non essere totalmente ed emotivamente mummificata e riuscire a far stare bene qualcuno.
Non durerà a lungo,ma conserverò sempre dei buoni ricordi di questi giorni.
Non c'è più nessuna traccia di R. che mi ha liquidato (ed ancora non ci posso credere) con un messaggio che tra le righe,diceva testualmente
"Vediamoci questo inverno"
E devo ammetterlo, la sua paraculaggine è cosi ben costruita ed oserei dire genuina, che non solo mi ha sopreso (nonostante io sappia benissimo che stronza di proporzioni bibliche sia in realtà) ma dopo un'attimo di smarrimente mi ha fatto fare anche una risata.
Ci sarebbero altre cose da dire ma non ne ho voglia.
Spero che le cose migliorino con N. e spero di sbagliarmi sulle conclusioni che ho tratto sul suo non voler stare con me.
Non ho molta voglia di raccontarmi.
Benchè le cose da raccontare non manchino.
Le cose con N. non vanno.
E' tornato da più di una settimana e ci siamo visti solo due volte, di cui una interamente per sbaglio.
Dall'oculista.
Questa cosa è da sfigati seri,ma per davvero.
Ad ogni modo la cosa piacevole è che quando ci vediamo finiamo sempre col prenderci abbastanza o almeno questo è quello che mi pare di sentire,almeno da parte mia.
Quindi non riesco a capire cosa c'è che non va.
La cosa mi disturba,mi fa incazzare ma non mi fa star male più di tanto.
Vorrei delle spiegazioni,ma non faccio domande.
Arrivo alle conclusioni giuste ma non gliele faccio notare.
Faccio la finta tonta per non metterlo in imbarazzo quando in realtà vorrei sbattergli la faccia contro il muro.
A volte penso che si vergogna di me a tal punto da non voler farsi vedere giro fisicamente, insieme a me.
Lo hanno visto in giro con più persone quindi non è l'aria da cittadina mediocre di provincia che lo ammorba a tal punto da non voler uscire di casa,ma bensì io.
La conclusione più logica sembra proprio questa.
E' un pò una cosa nuova per me, è proprio la nuova frontiera della mia rinnovata inaduatezza sociale che vanta vette sempre più alte.
Da ragazza,anche per uno pseudo-bear frocio non sono abbastanza attraente.
La situazione sociale sta andando completamente a puttane ma non me ne preoccupo eccessivamente.
Su quel fronte le cose vanno di merda da cosi tanto tempo che deve essere diventata una sorta di routine.
Anche l'ipotesi di conoscere un nuovo amico/una nuova amica, mi appare come una sorta di desiderio improbabile, un pò quando ti viene da alzare i pugni al cielo e ti domandi perchè non puoi vincere alla lotteria (pur non giocando o acquistando nessun biglietto) o perchè non sei una di quelle ragazze fortunate che possiedono un pony.
O nel mio caso,avere qualcuno accanto che non mi faccia sentire sola.
Oggi M. ha dormito qui,dio la benedica quella ragazzina.
Nonostante stia attraversando quella simpatica fase chiamata "pubertà" ci intendiamo davvero alla grande.
Non potremmo essere più diverse;io alla sua età io giocavo a fare l'alternativa e la punk, facendo finta di aver letto L'Ulisse,lei invece ascolta Bruno Mars e vuole avere un ragazzo al più presto.
Ma ci intendiamo alla grande e riesco a stare bene e sentirmi più normale che mai quando lei è nei paraggi.
Riesco a ridere,ad essere divertente e spiritosa.
Ogni volta per me è una sorpresa,scoprire di non essere totalmente ed emotivamente mummificata e riuscire a far stare bene qualcuno.
Non durerà a lungo,ma conserverò sempre dei buoni ricordi di questi giorni.
Non c'è più nessuna traccia di R. che mi ha liquidato (ed ancora non ci posso credere) con un messaggio che tra le righe,diceva testualmente
"Vediamoci questo inverno"
E devo ammetterlo, la sua paraculaggine è cosi ben costruita ed oserei dire genuina, che non solo mi ha sopreso (nonostante io sappia benissimo che stronza di proporzioni bibliche sia in realtà) ma dopo un'attimo di smarrimente mi ha fatto fare anche una risata.
Ci sarebbero altre cose da dire ma non ne ho voglia.
Spero che le cose migliorino con N. e spero di sbagliarmi sulle conclusioni che ho tratto sul suo non voler stare con me.
lunedì 12 agosto 2013
XVIII
Vedere N. a Londra mi ha fatto intristire.
La cosa non ha senso dato che vive comunque in Inghilterra ma quella foto che mi ha mandato davanti Abbey Road mi ha fatto diventare malinconica.
Era così bello,cosi vivo.
Voglio andare a Londra da una vita,dal liceo credo.
Ma la madre di P. non gliel'avrebbe mai permesso e R. non è mai stata interessata.
Adesso che N. vive praticamente lì ormai io non ho la forza di andare da nessuna parte.
BELLA SFIGA.
Ho perso il conto delle volte in cui mi ha chiesto di andarci,ed io invece accampavo scuse su scuse più o meno plausibili.
Odio tutto questo.
Quando sono davanti a cose come queste mi assale l'ansia di non stare vivendo la mia vita.
Il panico.
il.fottuto.panico.
Non sto vivendo al massimo,non sto nemmeno vivendo al minimo.
Sto solo cercando di non affogare.
Sto annaspando.
Vorrei essere forte come lo ero un tempo,adesso faccio fatica persino a ricordarlo.
Ero spericolata,incurante.
Cosa è successo a quella ragazza?
Adesso vive sotto una campana di vetro,ed è più pallida che mai.
Mi riprenderò mai da questo torpore?
Adesso che N. tornerà,alla luce del disastro dei miei rapporti sociali andati in fumo,sarò ancora in grado di sentirmi a mio agio con lui?
I miei problemi relazionali stanno diventando "patologici"?
Non sto facendo nessun progresso con il progetto "I have a dream!", sto limitandomi ad aspettare di stare di nuovo male.
Mi fa paura il fatto che non mi importa granchè di nulla.
Continuo a pensare di voler desiderare qualcosa.
Aspetto che qualcosa piombi dal cielo dritto verso di me.
Una persona,un sogno, un centone.
Qualcosa.
La vita andrà avanti con N. qui ma ho paura che lui sbirci dentro la mia corazza,si accorga che è vuota e che mi abbandoni anche lui perchè non sono abbastanza.
-
Dal numero di visulizzazioni di pagine credo che qualcuno venga qui a leggere questo blog ogni tanto.
Non ho mai pensato che qualcuno potesse effettivamente leggerlo.
Non scrivo per nessuno,solo per me.
Mi piace pensare di essere "letta".
Spero che ci sia qualcuno che si ritrovi fra le righe di quello che dico.
Nessuno mi ha mai detto "Lo so,ti capisco" con vera cognizione di causa e l'ipotesi che possa davvero essere cosi aiuta a non sentirsi soli.
Sapere di non essere l'unico fenomeno da baraccone vivente al mondo è oltremodo consolatorio.
La cosa non ha senso dato che vive comunque in Inghilterra ma quella foto che mi ha mandato davanti Abbey Road mi ha fatto diventare malinconica.
Era così bello,cosi vivo.
Voglio andare a Londra da una vita,dal liceo credo.
Ma la madre di P. non gliel'avrebbe mai permesso e R. non è mai stata interessata.
Adesso che N. vive praticamente lì ormai io non ho la forza di andare da nessuna parte.
BELLA SFIGA.
Ho perso il conto delle volte in cui mi ha chiesto di andarci,ed io invece accampavo scuse su scuse più o meno plausibili.
Odio tutto questo.
Quando sono davanti a cose come queste mi assale l'ansia di non stare vivendo la mia vita.
Il panico.
il.fottuto.panico.
Non sto vivendo al massimo,non sto nemmeno vivendo al minimo.
Sto solo cercando di non affogare.
Sto annaspando.
Vorrei essere forte come lo ero un tempo,adesso faccio fatica persino a ricordarlo.
Ero spericolata,incurante.
Cosa è successo a quella ragazza?
Adesso vive sotto una campana di vetro,ed è più pallida che mai.
Mi riprenderò mai da questo torpore?
Adesso che N. tornerà,alla luce del disastro dei miei rapporti sociali andati in fumo,sarò ancora in grado di sentirmi a mio agio con lui?
I miei problemi relazionali stanno diventando "patologici"?
Non sto facendo nessun progresso con il progetto "I have a dream!", sto limitandomi ad aspettare di stare di nuovo male.
Mi fa paura il fatto che non mi importa granchè di nulla.
Continuo a pensare di voler desiderare qualcosa.
Aspetto che qualcosa piombi dal cielo dritto verso di me.
Una persona,un sogno, un centone.
Qualcosa.
La vita andrà avanti con N. qui ma ho paura che lui sbirci dentro la mia corazza,si accorga che è vuota e che mi abbandoni anche lui perchè non sono abbastanza.
-
Dal numero di visulizzazioni di pagine credo che qualcuno venga qui a leggere questo blog ogni tanto.
Non ho mai pensato che qualcuno potesse effettivamente leggerlo.
Non scrivo per nessuno,solo per me.
Mi piace pensare di essere "letta".
Spero che ci sia qualcuno che si ritrovi fra le righe di quello che dico.
Nessuno mi ha mai detto "Lo so,ti capisco" con vera cognizione di causa e l'ipotesi che possa davvero essere cosi aiuta a non sentirsi soli.
Sapere di non essere l'unico fenomeno da baraccone vivente al mondo è oltremodo consolatorio.
venerdì 26 luglio 2013
XVII
Questa notte è stata tremenda.
Mi sono alzata dopo appena un'ora di sonno con la sensazione di aver dormito per una notte intera.
Mi sentivo confusa e sperduta.
Parlavo con me stessa,per essere certa di essere ancora io.
Questa cosa mi ha spaventato.
Temevo di impazzire da un momento all'altro,di perdere la ragione ed il senno.
Cercavo di parlarmi,di pensare a cose oggettive per dimostrarmi di saper ancora pensare e ragionare.
E' stato terribile.
Dopo un sacco di tempo passato ad evitare gli attacchi di panico,ecco qui la mia punizione.
Ho ignorato tutto,la depressione e l'apatia.
Il respiro corto,quella sensazione di asfissia, "basta sbadigliare per far arrivare aria al cervello" e tutto passa, mi dicevo.
Per un pò ha funzionato,ma questa notte il mio incoscio mi ha presentato il conto.
Era già da un paio di giorni che le cose non funzionavano, ho somatizzato il dolore troppo a lungo da non rendermene più conto.
Dolori di stomaco, cefalea, senso di irrealtà.
Facevo finta di niente, "se non ci penso non esistono."
Niente di più sbagliato.
Adesso ho paura,paura di tutto.
Il futuro mi appare nebuloso.
Che ne sarà di me?
Ho paura di non risolvere mai i miei problemi.
Ho paura di non riuscire mai ad essere felice.
Con questo caldo insopportabile è impossibile pensare di riprendere lo Xanax che ho lasciato con immensa fatica ed una miriade di effetti piuttosto collaterali di rimbalzo.
A casa,cerco di mantenere la temperatura nella norma.
Cerco di stabilizzare la mia temperatura corporea e non riesco a fare niente per accudire la mia anima.
Le cose devono cambiare,continuare cosi in questo gigantesco RANDOM generale
non è più possibile.
Ho bisogno di trovare qualcosa che mi appassioni,ho bisogno di avere degli stimoli.
P. ha trovato la sua strada ed io la invidio.
Ho paura di non trovare niente da amare.
Ho paura che dentro di me si sia rotto qualcosa che non si può riparare nemmeno volendo.
Non voglio essere speciale,voglio essere normale.
Voglio essere una normale persona con il suo sogno nel cassetto,i suoi sogni e le sue speranze.
Io non so più sognare.
Non so come sia successo,non ne sono più in grado.
Ma voglio anche io il mio sogno.Voglio ricominciare a sperare.
Ma non so,non so cosa desiderare.
Non ho nè sogni,nè desideri e nè speranze.
Questo mi terrorizza,perchè sotto sotto penso che quello che mi accade sia una sorta di punizione nello stare sprecando tutta la mia vita intorno al nulla.
Forse dovrei cominciare con qualcosa di piccolo.
Cominciare dalle piccole cose,sperare per gradi.
Sognare con i piedi di piombo.
Desiderare cose accessibili,in modo da poter essere ripagata.
Ho intenzione di farlo.
Voler risolvere i miei problemi è un sogno, una speranza ed un desiderio.
Voglio diventare la persona che sono dentro la mia testa.
Voglio essere me,anche da fuori.
Questo è il mio punto d'arrivo.
So che è una cosa scontata per la maggior parte della gente.
Essere totalmente se stessi,ma non per me.
Questo è un buon inizio.
Continuo ad avere paura,l'incertezza mi taglia le ginocchia.
Adesso più che mai penso di andare in terapia,davvero non vedo altre soluzioni.
Forse se l'avessi preso per tempo questo malessere avrei potuto fare qualcosa,ma adesso credo di aver bisogno dell'aiuto di qualcuno di competente.
Se continuo in questo modo,ne parlerò con mia madre.
Questo mi farebbe bene,guardare in faccia uno sconosciuto e raccontare tutto.
Parlare e non fermarmi,parlare e voler raccontare.
Parlare e sanguinare,parlare e guarire.
Voglio guarire,voglio aggiustarmi.
Non voglio impazzire,la vita è bella.
Mi sono alzata dopo appena un'ora di sonno con la sensazione di aver dormito per una notte intera.
Mi sentivo confusa e sperduta.
Parlavo con me stessa,per essere certa di essere ancora io.
Questa cosa mi ha spaventato.
Temevo di impazzire da un momento all'altro,di perdere la ragione ed il senno.
Cercavo di parlarmi,di pensare a cose oggettive per dimostrarmi di saper ancora pensare e ragionare.
E' stato terribile.
Dopo un sacco di tempo passato ad evitare gli attacchi di panico,ecco qui la mia punizione.
Ho ignorato tutto,la depressione e l'apatia.
Il respiro corto,quella sensazione di asfissia, "basta sbadigliare per far arrivare aria al cervello" e tutto passa, mi dicevo.
Per un pò ha funzionato,ma questa notte il mio incoscio mi ha presentato il conto.
Era già da un paio di giorni che le cose non funzionavano, ho somatizzato il dolore troppo a lungo da non rendermene più conto.
Dolori di stomaco, cefalea, senso di irrealtà.
Facevo finta di niente, "se non ci penso non esistono."
Niente di più sbagliato.
Adesso ho paura,paura di tutto.
Il futuro mi appare nebuloso.
Che ne sarà di me?
Ho paura di non risolvere mai i miei problemi.
Ho paura di non riuscire mai ad essere felice.
Con questo caldo insopportabile è impossibile pensare di riprendere lo Xanax che ho lasciato con immensa fatica ed una miriade di effetti piuttosto collaterali di rimbalzo.
A casa,cerco di mantenere la temperatura nella norma.
Cerco di stabilizzare la mia temperatura corporea e non riesco a fare niente per accudire la mia anima.
Le cose devono cambiare,continuare cosi in questo gigantesco RANDOM generale
non è più possibile.
Ho bisogno di trovare qualcosa che mi appassioni,ho bisogno di avere degli stimoli.
P. ha trovato la sua strada ed io la invidio.
Ho paura di non trovare niente da amare.
Ho paura che dentro di me si sia rotto qualcosa che non si può riparare nemmeno volendo.
Non voglio essere speciale,voglio essere normale.
Voglio essere una normale persona con il suo sogno nel cassetto,i suoi sogni e le sue speranze.
Io non so più sognare.
Non so come sia successo,non ne sono più in grado.
Ma voglio anche io il mio sogno.Voglio ricominciare a sperare.
Ma non so,non so cosa desiderare.
Non ho nè sogni,nè desideri e nè speranze.
Questo mi terrorizza,perchè sotto sotto penso che quello che mi accade sia una sorta di punizione nello stare sprecando tutta la mia vita intorno al nulla.
Forse dovrei cominciare con qualcosa di piccolo.
Cominciare dalle piccole cose,sperare per gradi.
Sognare con i piedi di piombo.
Desiderare cose accessibili,in modo da poter essere ripagata.
Ho intenzione di farlo.
Voler risolvere i miei problemi è un sogno, una speranza ed un desiderio.
Voglio diventare la persona che sono dentro la mia testa.
Voglio essere me,anche da fuori.
Questo è il mio punto d'arrivo.
So che è una cosa scontata per la maggior parte della gente.
Essere totalmente se stessi,ma non per me.
Questo è un buon inizio.
Continuo ad avere paura,l'incertezza mi taglia le ginocchia.
Adesso più che mai penso di andare in terapia,davvero non vedo altre soluzioni.
Forse se l'avessi preso per tempo questo malessere avrei potuto fare qualcosa,ma adesso credo di aver bisogno dell'aiuto di qualcuno di competente.
Se continuo in questo modo,ne parlerò con mia madre.
Questo mi farebbe bene,guardare in faccia uno sconosciuto e raccontare tutto.
Parlare e non fermarmi,parlare e voler raccontare.
Parlare e sanguinare,parlare e guarire.
Voglio guarire,voglio aggiustarmi.
Non voglio impazzire,la vita è bella.
mercoledì 17 luglio 2013
XVI
Da qualche tempo a questa parte R. si è rifatta viva.
Come tristi componenti di questa Generazione Y, il misfatto è avvenuto su Facebook.
Ho rimpianto per l'ennesima volta di non essere stata un'adolescente degli anni 80'.
Allora sarebbe stato tutto diverso;
Lei mi avrebbe scritto una lettera di suo pugno e sulla busta probabilmente ci sarebbero stati degli adesivi di gruppi musicali o qualche disegno stilizzato che avrebbe avuto senso soltanto per noi due.
I colori sarebbero stati vivaci nonostante noi non fossimo proprio il prototipo di "gente allegra e vitale".
Forse all'interno ci sarebbe stata anche una musicassetta con un mix di pezzi registrati personalmente.
Pezzi Rock duri e puri frammezzati da qualche ballata melodica e perchè no?
Del sano Punk britannico.
Canzoni che mi avrebbero riportato indietro nel tempo e nello spazio.
Le parole sarebbero state come uno schiaffo ed una carezza sul nostro rapporto perduto.
Ma come diceva qualcuno "John Hughes sfortunatamente non dirige la mia vita" quindi mi è toccato uno sfigatissimo e quanto mai criptico,messaggio di posta privato.
Ricordo ancora la casellina di posta accesa,quella notifica rosso sangue sulla quale ho cliccato senza nessun timore.
Alla vista del mandante e di quello che conteneva quel maledetto messaggio sono rimasta basita.
Continuavo a fissare quelle poche parole,cercando di dare un senso generale all'intera situazione.
Ma avevo la sensazione che mi mancasse qualche pezzo.
L'effetto d'insieme non era come mi aspettavo, o come lo ricordavo.
Ho meditato molto prima di risponderle,ho anche pensato di non farlo ma dopotutto volevo delle risposte.
Me le meritavo se non altro.
Alla fine più per curiosità che per vero interesse, ho digitato quelle che all'inizio dovevano essere poche frasi di circostanza che hanno finito con il trasformarsi nel solito poema in cui le esprimevo i miei stati d'animo.
Non ho avuto le risposte che cercavo, ancora adesso dubito persino che sia stata realmente sincera.
Chiarendoci (?),le ho ancora una volta aperto il mio cuore molto più sinceramente di quanto mi fossi ripromessa di fare e lei ha risposto esattamente come mi aspettavo.
In modo vago ed insincero.
A sua discolpa devo ammettere che avrei fatto la stessa cosa se la situazione fosse rovesciata.
Ha tirato acqua al suo mulino sperando di recuperare un'amicizia di cui probabilmente vuole ancora servirsi.
Oggi mi ha mandato un messaggio chiedendo di vederci di persona,ma non ho nemmeno risposto.
Nè ho intenzione di farlo.
Non voglio vederla.Non nell'immediato.
Riesco a sentirla online perchè nelle sue parole suadenti mi ricordo di lei per quello che credevo fosse.
Riesco a tornare indietro come se il tempo non fosse mai passato,e lei diventa di nuovo la persona che ammiravo di più al mondo.
Un'amica,una complice.
Quello che lei non sa e che probabilmente non saprà mai è che non ha soltanto massacrato il nostro rapporto:lei ha ucciso il mio eroe.
La persona che miravo a diventare.
In realtà questa persona non esiste per intero.
Ci sono dei pezzi di lei,che sono probabilmente reali ed onesti,ma c'è anche tanto cinismo e arrivismo.
Non voglio più essere lei.
Non è più il mio eroe,non è più qualcuno da idolatrare e amare.
Non voglio guardare in quegli occhi traditori e ricordarmi che in realtà è una persona "carbone" che ricalca i comportamenti altrui facendoli suoi.
Eppure,lei è ancora la persona con cui mi sento più a mio agio al mondo.
Nonostante tutto.
Forse anche io posso servirmi di questa amicizia,forse anche io posso usarla per stare di nuovo bene con qualcuno.
Dopo il MASTODONTICO fallimento di L. e della compagnia dell'anello nerd,solo Dio sa quanto ho bisogno di un'amico.
Quanto io mi senta sola e diversa.
Ma non voglio essere l' "Anti-Eroe" della mia storia.
Questo non posso permetterlo.
E' un sacrificio troppo grande vederla in questo modo ed io non posso scendere a compromessi.
Lei non ne vale la pena.
E' questo che riesco a pensare oggi.
"Lei non vale un'altro tentativo."
E un'altra batosta.
Come tristi componenti di questa Generazione Y, il misfatto è avvenuto su Facebook.
Ho rimpianto per l'ennesima volta di non essere stata un'adolescente degli anni 80'.
Allora sarebbe stato tutto diverso;
Lei mi avrebbe scritto una lettera di suo pugno e sulla busta probabilmente ci sarebbero stati degli adesivi di gruppi musicali o qualche disegno stilizzato che avrebbe avuto senso soltanto per noi due.
I colori sarebbero stati vivaci nonostante noi non fossimo proprio il prototipo di "gente allegra e vitale".
Forse all'interno ci sarebbe stata anche una musicassetta con un mix di pezzi registrati personalmente.
Pezzi Rock duri e puri frammezzati da qualche ballata melodica e perchè no?
Del sano Punk britannico.
Canzoni che mi avrebbero riportato indietro nel tempo e nello spazio.
Le parole sarebbero state come uno schiaffo ed una carezza sul nostro rapporto perduto.
Ma come diceva qualcuno "John Hughes sfortunatamente non dirige la mia vita" quindi mi è toccato uno sfigatissimo e quanto mai criptico,messaggio di posta privato.
Ricordo ancora la casellina di posta accesa,quella notifica rosso sangue sulla quale ho cliccato senza nessun timore.
Alla vista del mandante e di quello che conteneva quel maledetto messaggio sono rimasta basita.
Continuavo a fissare quelle poche parole,cercando di dare un senso generale all'intera situazione.
Ma avevo la sensazione che mi mancasse qualche pezzo.
L'effetto d'insieme non era come mi aspettavo, o come lo ricordavo.
Ho meditato molto prima di risponderle,ho anche pensato di non farlo ma dopotutto volevo delle risposte.
Me le meritavo se non altro.
Alla fine più per curiosità che per vero interesse, ho digitato quelle che all'inizio dovevano essere poche frasi di circostanza che hanno finito con il trasformarsi nel solito poema in cui le esprimevo i miei stati d'animo.
Non ho avuto le risposte che cercavo, ancora adesso dubito persino che sia stata realmente sincera.
Chiarendoci (?),le ho ancora una volta aperto il mio cuore molto più sinceramente di quanto mi fossi ripromessa di fare e lei ha risposto esattamente come mi aspettavo.
In modo vago ed insincero.
A sua discolpa devo ammettere che avrei fatto la stessa cosa se la situazione fosse rovesciata.
Ha tirato acqua al suo mulino sperando di recuperare un'amicizia di cui probabilmente vuole ancora servirsi.
Oggi mi ha mandato un messaggio chiedendo di vederci di persona,ma non ho nemmeno risposto.
Nè ho intenzione di farlo.
Non voglio vederla.Non nell'immediato.
Riesco a sentirla online perchè nelle sue parole suadenti mi ricordo di lei per quello che credevo fosse.
Riesco a tornare indietro come se il tempo non fosse mai passato,e lei diventa di nuovo la persona che ammiravo di più al mondo.
Un'amica,una complice.
Quello che lei non sa e che probabilmente non saprà mai è che non ha soltanto massacrato il nostro rapporto:lei ha ucciso il mio eroe.
La persona che miravo a diventare.
In realtà questa persona non esiste per intero.
Ci sono dei pezzi di lei,che sono probabilmente reali ed onesti,ma c'è anche tanto cinismo e arrivismo.
Non voglio più essere lei.
Non è più il mio eroe,non è più qualcuno da idolatrare e amare.
Non voglio guardare in quegli occhi traditori e ricordarmi che in realtà è una persona "carbone" che ricalca i comportamenti altrui facendoli suoi.
Eppure,lei è ancora la persona con cui mi sento più a mio agio al mondo.
Nonostante tutto.
Forse anche io posso servirmi di questa amicizia,forse anche io posso usarla per stare di nuovo bene con qualcuno.
Dopo il MASTODONTICO fallimento di L. e della compagnia dell'anello nerd,solo Dio sa quanto ho bisogno di un'amico.
Quanto io mi senta sola e diversa.
Ma non voglio essere l' "Anti-Eroe" della mia storia.
Questo non posso permetterlo.
E' un sacrificio troppo grande vederla in questo modo ed io non posso scendere a compromessi.
Lei non ne vale la pena.
E' questo che riesco a pensare oggi.
"Lei non vale un'altro tentativo."
E un'altra batosta.
mercoledì 3 luglio 2013
XV
Da qualche giorno ho ricominciato a prendere lo Xanax.
Dopo giorni di intensa angoscia,arrivare alla conclusione che potevo strafarmi di ansiolitici per superare l'estate (ed in generale la mia vita assolutamente senza senso) mi è apparsa come un miraggio.
Le dosi sono minime,ma devo ammettere che il rumore nella mia testa è diminuto molto.
Adesso riesco a sentirmi "normale" e non come se stessi continuamente impazzendo.
Sono stati giorni tremendi.
Mi sentivo sempre sull'orlo di un precipizio,pronta a cadere giù ad ogni minimo accenno.
Arrivare a questa conclusione,non è stato semplice.
Credo che la disperazione abbia avuto la meglio sulla mia ipocondria.
La moltitudine degli effetti collaterali non ha avuto il minimo potere dinanzi al mio sudore freddo, allo stomaco ghiacciato dal timore.
Dalla paura, dall'idea di una sconfitta certa.
L'ho trovato stranamente affascinante.
Prendere lo Xanax e non avere assolutamente paura di quello che succederà.
Niente paura di interazioni medicinali,di chissà che effetto indesiderato.
Mentre la mandavo giù ed aspettavo la botta,mi sentivo stranamente invicibile.
Ripeto,le dosi sono davvero minime per cui non riesco a sentire il torpore generale che vorrei.
Mi sento abbastanza energica (cioè per quanto io,possa esserlo) e irragionevolmente incazzata.
Ho un malumore di dimensioni epiche da stamattina.
Ho solo voglia di urlare contro qualcuno.
Urlare a squarciagola,e sentire la mia voce che risuona.
Quando penso di urlare,dentro la mia testa non sento nessun suono,non credo di esserne capace.
Forse sono in grado di alzare i toni,di aggrottare le sopracciglia e fare un'espressione seria, ma credo che nel mio profondo non sarei in grado di urlare perdendo completamente il controllo.
Di notte riesco a dormire,e la mattina mi sveglio tardissimo.
Sarei in grado di dormire profondamente anche adesso,ma non posso rischiare di rimanere sveglia stanotte.
C'è un che di pericoloso ed agghicciante nell'essere insonne.
Guardare con malinconia il mondo che dorme,placido nel suo letto.
Dormire è la parte migliore della giornata,la perdita di conoscenza è assolutamente la parte più produttiva del giorno.
Ad ogni modo,ho intenzione di far impiantare questo benedetto principio attivo fin dentro le mie viscere.
Mia madre crede che lo prenderò solo per questa settimana.
Ma d'altronde crede che questo mio male di vivere sia solo un malessere passeggero.
"Sarà il cambio di stagione." mi ha assicurato.
Glielo lascio credere,ho bisogno che qualcuno creda che sono normale.
O almeno che io possa esserlo con qualche sacrificio.
E' come una specie di speranza e provare a credere che lei abbia ragione è stranamente un pensiero dolce da fare.
Magari sono davvero normale,magari posso davvero esserlo sforzandomi un pò.
Ad ogni modo,non faccio altro che pensare alle pillole.
Quando ho preso quella della mattina,sogno già quella del pomeriggio.
Complice di tutto questo è anche la temperatura abbastanza mite,incredibile per questa terra inondata dal sole in modo perenne.
Il caldo arriverà purtroppo.
Ma confido nel fatto di essere troppo strafatta di Alprazolam per riuscire a preoccuparmene.
Adesso che comincio a stare meglio,comincio a pensare al dopo.
A quando avrò delle crisi d'astinenza per la mancanza di medicine.
Questo mi fa un pò paura,tornerò al punto di partenza?
Ma quando penso di smettere,per evitare danni collaterali vengo assalita dall'angoscia.
E' un cane che si morde la coda.
In tutto questo io sto a guardare queste emozioni contrastanti che fanno a pugni.
E' come se guardassi da fuori e pensassi:
"Non è un problema mio."
Dopo giorni di intensa angoscia,arrivare alla conclusione che potevo strafarmi di ansiolitici per superare l'estate (ed in generale la mia vita assolutamente senza senso) mi è apparsa come un miraggio.
Le dosi sono minime,ma devo ammettere che il rumore nella mia testa è diminuto molto.
Adesso riesco a sentirmi "normale" e non come se stessi continuamente impazzendo.
Sono stati giorni tremendi.
Mi sentivo sempre sull'orlo di un precipizio,pronta a cadere giù ad ogni minimo accenno.
Arrivare a questa conclusione,non è stato semplice.
Credo che la disperazione abbia avuto la meglio sulla mia ipocondria.
La moltitudine degli effetti collaterali non ha avuto il minimo potere dinanzi al mio sudore freddo, allo stomaco ghiacciato dal timore.
Dalla paura, dall'idea di una sconfitta certa.
L'ho trovato stranamente affascinante.
Prendere lo Xanax e non avere assolutamente paura di quello che succederà.
Niente paura di interazioni medicinali,di chissà che effetto indesiderato.
Mentre la mandavo giù ed aspettavo la botta,mi sentivo stranamente invicibile.
Ripeto,le dosi sono davvero minime per cui non riesco a sentire il torpore generale che vorrei.
Mi sento abbastanza energica (cioè per quanto io,possa esserlo) e irragionevolmente incazzata.
Ho un malumore di dimensioni epiche da stamattina.
Ho solo voglia di urlare contro qualcuno.
Urlare a squarciagola,e sentire la mia voce che risuona.
Quando penso di urlare,dentro la mia testa non sento nessun suono,non credo di esserne capace.
Forse sono in grado di alzare i toni,di aggrottare le sopracciglia e fare un'espressione seria, ma credo che nel mio profondo non sarei in grado di urlare perdendo completamente il controllo.
Di notte riesco a dormire,e la mattina mi sveglio tardissimo.
Sarei in grado di dormire profondamente anche adesso,ma non posso rischiare di rimanere sveglia stanotte.
C'è un che di pericoloso ed agghicciante nell'essere insonne.
Guardare con malinconia il mondo che dorme,placido nel suo letto.
Dormire è la parte migliore della giornata,la perdita di conoscenza è assolutamente la parte più produttiva del giorno.
Ad ogni modo,ho intenzione di far impiantare questo benedetto principio attivo fin dentro le mie viscere.
Mia madre crede che lo prenderò solo per questa settimana.
Ma d'altronde crede che questo mio male di vivere sia solo un malessere passeggero.
"Sarà il cambio di stagione." mi ha assicurato.
Glielo lascio credere,ho bisogno che qualcuno creda che sono normale.
O almeno che io possa esserlo con qualche sacrificio.
E' come una specie di speranza e provare a credere che lei abbia ragione è stranamente un pensiero dolce da fare.
Magari sono davvero normale,magari posso davvero esserlo sforzandomi un pò.
Ad ogni modo,non faccio altro che pensare alle pillole.
Quando ho preso quella della mattina,sogno già quella del pomeriggio.
Complice di tutto questo è anche la temperatura abbastanza mite,incredibile per questa terra inondata dal sole in modo perenne.
Il caldo arriverà purtroppo.
Ma confido nel fatto di essere troppo strafatta di Alprazolam per riuscire a preoccuparmene.
Adesso che comincio a stare meglio,comincio a pensare al dopo.
A quando avrò delle crisi d'astinenza per la mancanza di medicine.
Questo mi fa un pò paura,tornerò al punto di partenza?
Ma quando penso di smettere,per evitare danni collaterali vengo assalita dall'angoscia.
E' un cane che si morde la coda.
In tutto questo io sto a guardare queste emozioni contrastanti che fanno a pugni.
E' come se guardassi da fuori e pensassi:
"Non è un problema mio."
mercoledì 27 marzo 2013
XIV
Rieccoci.
Ieri ho finito la prima stagione di "My Mad Fat Diary."
L'ho adorata,ho visto le ultime due puntate con i sottotitoli inglesi solo perchè dovevo, sapere come sarebbe finita.
Ho trovato stimolante il personaggio di Rae,anche se forse un pò troppo coraggioso per l'impostazione iniziale data al personaggio.
In breve e senza giri di parole: una ragazza cosi grassa non potrebbe mai essere coraggiosa.
L'ho detto.
O forse solo perchè io sono la persona più codarda e vigliacca che conosco,cerco di infilzare in questo stereotipo quanta più gente che posso.
Alla fine Venerdì sono uscita.
Non è andata nè male nè bene.E' semplicemente andata,e amen.
Non sono mai stata cosi tanto un mistero per me.
Solitamente,scrivendo ho la possibilità di capirmi,quello che cerco di celare persino a me stessa vien rivelato.
Capivo come mi sentivo in realtà,e questa era una cosa di per sè molto triste.
Adesso anche questa cosa mi è stata tolta,quando scrivo finisco col sentirmi più confusa di prima.
Ci sono cose che rimangono sottopelle,non riesco a trovare quel filo che mi ci conduca.
Scrivo e rimangono spazi bianchi,puntini in sospeso dentro di me.Sospesi.
Questa situazione mi rende paranoica,ieri notte sono stata male.
In parte è colpa del libro che sto leggendo, che mi destabilizza.
Ragazzo da parete,sembrava una lettura leggera.
Persino spensierata,avevo pensato.
Non è stato cosi,e adesso ho paura di una mia debolezza.
Potrebbe cogliermi all'improvviso,ed io ho il terrore di essere impreparata.
Con questi ragazzi ho bisogno di essere forte,di essere scattante ed in forma (intendo mentalmente).
Non mi sembrano persone adatte a comprendere qualsiasi debolezza.
Sono ragazzi forti,dagli anarchici principi.
Sono le persone che avrei voluto frequentare quando avevo sedici anni,e mi sentivo una fiera oppositrice della media-borghesia.
Non ho mai avuto intenzione di importunare nessuno con la mia debolezza,è una cosa che non farei mai volutamente.
Quindi questo mi genera una sorta di ansia anticipatoria,che mi spinge ad inventare delle bugie di sicurezza, "nel caso in cui".
Ma tutto questo mi stanca terribilmente.
Preferisco essere sola e stupida con me stessa,che pateticamente composta in mezzo a persone che non mi capiscono.
Adesso penso ai miei segreti, al mio corpo imperfetto ed inospitale e questo mi fa sentire colpevole.
Mi sento inadatta,inedeguata.
La prima cosa che mi ha colpito di loro sono state le loro voci.
Hanno delle voci particolari,non ne avevo mai sentite di cosi belle.
Come si può descrivere una voce?
Altisonante. Melodiosa.Ferma. Imperiosa.
Forse non è tanto la voce,ma quello che dicono a colpirmi.
Sono tutti cosi preparati e diretti.
Non ci sono molti giri di parole,le cose vengono dette e basta.
Le parole, hanno una consistenza quando sono loro a pronunciarle.
E non ne hanno paura,non parlano mai sottovoce.
Non hanno timore delle parole,riescono a tenergli testa.
Le gestiscono,gli parlano e queste si piegano al loro volere.
Le domano,nella loro testa quanto nella loro bocca.
Io non ho una voce.
La balbuzie non me lo permette.
Forse è per questo che loro mi affascinano.
La mia voce è sempre troppo bassa,troppo spezzata.
Non devo avere una bella voce, una volta mi è capitato di risentirmi in un video e mi si sono rizzati i peli delle braccia.
Chi è questa sconosciuta? Ho pensato.
Loro invece hanno delle belle voci sicure.
Nemmeno in questo siamo uguali.
Mi limito a rimanere in silenzio fuori dal coro.Lontano dagli altri.
Fuori posto,ancora.Ancora.
Questa sensazione passerà?
Quanto tempo posso ancora sorridere senza ridere davvero?
Quante volte posso darmi mentalmente della stupida per ogni cosa che dico,che non mi sembra mai alla loro altezza, senza ferirmi?
Questo mi rende triste,la situazione non sta andando come speravo.
Non riescono a piacermi davvero,non riesco a piacergli credo.
Credo che ci sia questa specie di crociata che devono portare avanti (L. principalmente) e allora pensano che sia un fardello da sopportare per il bene superiore.
C'è G. il ragazzo disperato,che poi disperato non mi sembra,con cui vogliono accoppiarmi.
Per fortuna io sembro non piacergli,anche se stamattina mi sono accorta che è uno dei miei follower su Spotify e la cosa mi ha un sorpreso.
Ci ignoriamo cordialmente,e siamo costretti a parlarci per le circostanze.
Spero che sia cosi che la pensa anche lui.
Non voglio essere l'agnello sacrificale di nessuno,nemmeno il mio.
Vorrei solo potermene restare in pace,senza sentirmi in dovere di sorridere in continuazione, fingere slanci d'affetto che in realtà non sento e poter rimanere in silenzio senza passare per una ragazza noiosa.
Che poi, anche questo è mentire perchè io sono una ragazza noiosa.
Non vedo scappatoie da questa situazione, alla fine la cosa si risolverà quando N. dirà a L. che il suddetto ragazzo disperato non mi interessa.
Alla fine L. si ergerà come una matrona e dall'alto della sua somma giustizia io verrò etichettata come un villain vecchio stampo alla James Bond,e sempre per il bene superiore, verrò allontanata.
Adesso,in questo preciso istante:non vedo l'ora.
Questo esperimento non sta funzionando,è come una di quelle equazioni tristi senza soluzione.
Sto ascoltando il loop questa canzone;
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=xLc5dVypsgc
Ieri ho finito la prima stagione di "My Mad Fat Diary."
L'ho adorata,ho visto le ultime due puntate con i sottotitoli inglesi solo perchè dovevo, sapere come sarebbe finita.
Ho trovato stimolante il personaggio di Rae,anche se forse un pò troppo coraggioso per l'impostazione iniziale data al personaggio.
In breve e senza giri di parole: una ragazza cosi grassa non potrebbe mai essere coraggiosa.
L'ho detto.
O forse solo perchè io sono la persona più codarda e vigliacca che conosco,cerco di infilzare in questo stereotipo quanta più gente che posso.
Alla fine Venerdì sono uscita.
Non è andata nè male nè bene.E' semplicemente andata,e amen.
Non sono mai stata cosi tanto un mistero per me.
Solitamente,scrivendo ho la possibilità di capirmi,quello che cerco di celare persino a me stessa vien rivelato.
Capivo come mi sentivo in realtà,e questa era una cosa di per sè molto triste.
Adesso anche questa cosa mi è stata tolta,quando scrivo finisco col sentirmi più confusa di prima.
Ci sono cose che rimangono sottopelle,non riesco a trovare quel filo che mi ci conduca.
Scrivo e rimangono spazi bianchi,puntini in sospeso dentro di me.Sospesi.
Questa situazione mi rende paranoica,ieri notte sono stata male.
In parte è colpa del libro che sto leggendo, che mi destabilizza.
Ragazzo da parete,sembrava una lettura leggera.
Persino spensierata,avevo pensato.
Non è stato cosi,e adesso ho paura di una mia debolezza.
Potrebbe cogliermi all'improvviso,ed io ho il terrore di essere impreparata.
Con questi ragazzi ho bisogno di essere forte,di essere scattante ed in forma (intendo mentalmente).
Non mi sembrano persone adatte a comprendere qualsiasi debolezza.
Sono ragazzi forti,dagli anarchici principi.
Sono le persone che avrei voluto frequentare quando avevo sedici anni,e mi sentivo una fiera oppositrice della media-borghesia.
Non ho mai avuto intenzione di importunare nessuno con la mia debolezza,è una cosa che non farei mai volutamente.
Quindi questo mi genera una sorta di ansia anticipatoria,che mi spinge ad inventare delle bugie di sicurezza, "nel caso in cui".
Ma tutto questo mi stanca terribilmente.
Preferisco essere sola e stupida con me stessa,che pateticamente composta in mezzo a persone che non mi capiscono.
Adesso penso ai miei segreti, al mio corpo imperfetto ed inospitale e questo mi fa sentire colpevole.
Mi sento inadatta,inedeguata.
La prima cosa che mi ha colpito di loro sono state le loro voci.
Hanno delle voci particolari,non ne avevo mai sentite di cosi belle.
Come si può descrivere una voce?
Altisonante. Melodiosa.Ferma. Imperiosa.
Forse non è tanto la voce,ma quello che dicono a colpirmi.
Sono tutti cosi preparati e diretti.
Non ci sono molti giri di parole,le cose vengono dette e basta.
Le parole, hanno una consistenza quando sono loro a pronunciarle.
E non ne hanno paura,non parlano mai sottovoce.
Non hanno timore delle parole,riescono a tenergli testa.
Le gestiscono,gli parlano e queste si piegano al loro volere.
Le domano,nella loro testa quanto nella loro bocca.
Io non ho una voce.
La balbuzie non me lo permette.
Forse è per questo che loro mi affascinano.
La mia voce è sempre troppo bassa,troppo spezzata.
Non devo avere una bella voce, una volta mi è capitato di risentirmi in un video e mi si sono rizzati i peli delle braccia.
Chi è questa sconosciuta? Ho pensato.
Loro invece hanno delle belle voci sicure.
Nemmeno in questo siamo uguali.
Mi limito a rimanere in silenzio fuori dal coro.Lontano dagli altri.
Fuori posto,ancora.Ancora.
Questa sensazione passerà?
Quanto tempo posso ancora sorridere senza ridere davvero?
Quante volte posso darmi mentalmente della stupida per ogni cosa che dico,che non mi sembra mai alla loro altezza, senza ferirmi?
Questo mi rende triste,la situazione non sta andando come speravo.
Non riescono a piacermi davvero,non riesco a piacergli credo.
Credo che ci sia questa specie di crociata che devono portare avanti (L. principalmente) e allora pensano che sia un fardello da sopportare per il bene superiore.
C'è G. il ragazzo disperato,che poi disperato non mi sembra,con cui vogliono accoppiarmi.
Per fortuna io sembro non piacergli,anche se stamattina mi sono accorta che è uno dei miei follower su Spotify e la cosa mi ha un sorpreso.
Ci ignoriamo cordialmente,e siamo costretti a parlarci per le circostanze.
Spero che sia cosi che la pensa anche lui.
Non voglio essere l'agnello sacrificale di nessuno,nemmeno il mio.
Vorrei solo potermene restare in pace,senza sentirmi in dovere di sorridere in continuazione, fingere slanci d'affetto che in realtà non sento e poter rimanere in silenzio senza passare per una ragazza noiosa.
Che poi, anche questo è mentire perchè io sono una ragazza noiosa.
Non vedo scappatoie da questa situazione, alla fine la cosa si risolverà quando N. dirà a L. che il suddetto ragazzo disperato non mi interessa.
Alla fine L. si ergerà come una matrona e dall'alto della sua somma giustizia io verrò etichettata come un villain vecchio stampo alla James Bond,e sempre per il bene superiore, verrò allontanata.
Adesso,in questo preciso istante:non vedo l'ora.
Questo esperimento non sta funzionando,è come una di quelle equazioni tristi senza soluzione.
Sto ascoltando il loop questa canzone;
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=xLc5dVypsgc
venerdì 22 marzo 2013
XIII
Ritrovare questo blog è stato allucinante.
Ritrovare me stessa in questo blog è stato davvero allucinante.
Mi riprometto di scrivere più spesso,giuro.
E' quasi un'anno che non mi confesso qui.
Ogni tanto quando ho paura apro il blocco note,scribacchio qualcosa e poi lo salvo senza convinzione.
Piccoli cyborg,piccoli scritti senz'anima.
E' come se fossero scritti in caratteri ASCII che ne rende impossibile la comprensione di primo acchitto,senza un'anima.
Questa pagina bianca,la trovo rilassante,questi caratteri li trovo distensivi mentre le mie mani vagano per la tastiera e perdo tempo prima di arrivare al punto.
Sono venuta qui per una ragione precisa,rileggermi.
Volevo rileggere,rileggermi.
Sono cambiate molte cose da quel Luglio.
Io e R. non ci sentiamo più,in modo definitivo.
Alla fine la cosa banale,talmente banale in effetti da non sussistere, è accaduta.
Adesso sto meno male,ho avuto dei momenti di tristezza lancinante.
La sua mancanza l'ho sentita davvero molto.
E in maniera piuttosto aggressiva,incattivita da non so che sentimento incoscio.
Mi manca ancora in effetti.
Io non le manco per niente,non sono capace di mancare a nessuno.
Ha reso inaspettatamente le cose più facili.
Sapere che lei aveva già svoltato l'angolo e si era dimenticata di tutto è stato terapeutico.
Sanguinare contro il muro invisibile del mio affetto alla fine ha avuto il suo perchè.
Mi ha anche lasciato un pò di grane,adesso riesco a fidarmi sempre meno delle persone,
in particolare
delle ragazze che trovo più che mai cattive e insopportabili (P. esclusa,ovviamente).
Tranne L. una ragazza che ho conosciuto da poco.
Nonostante il suo bell'aspetto,anche lei ha le sue cicatrici e questo ci ha avvicinate.
N. mi ha portato lì con il preciso intento di appiopparmi ad un poveraccio disperato (che io trovo molto simpatico e colto) che non ha mai avuto una ragazza.
Cosi adesso,visto che N. adesso vive a Liverpool io diciamo che "esco" insieme a questi tipi.
Eccoci arrivati al Nocciolo della questione;
Al motivo per il quale volevo leggermi.
Volevo sapere,perchè me lo sono effettivamente chiesta, se mi ero sentita cosi a disagio anche le prime volte che uscivo con R. e M.
Questa sera dovrei andare a casa di questi ragazzi e il mal di stomaco mi sta uccidendo.
Il disagio è cosi imponente e reale da lasciarmi intederdetta.
Lo sento cosi vivo nello stomaco,che rimango basita.
Mi sono chiesta se questa sensazione l'ho provata anche con R., forse le prime volte che eravamo insieme da sole e il silenzio si faceva imbarazzante, ma non ne ho memoria.
Adesso pero lo sento,lo sento eccome questo fastidio.
Più di ogni altra cosa vorrei disdire,vorrei dire che non posso andare.
Ma poi mi ricordo che ho ventiquattro anni e devo prendermi delle responsabilità.
Inoltre questo genere di cose, nuovi amici e nuovi interessi, è in genere una cosa che fa felice una ragazza.
Io vorrei solamente nascondermi sotto le coperte e far finta che loro non esistano.
Sono quasi le cinque,potrei trovare una scusa,forse lo farò.
Sono una codarda.Sono davvero una codarda.
Se R. avesse avuto quest'opportunità, (se non avessimo smesso di vederci adesso ci sarebbe anche lei qui con noi) non se la sarebbe lasciata sfuggire.
Ai miei occhi,nella mia testa tutti sono migliori di me nell'afferrare le occasioni.
Nel comportarsi con altra gente.
Forse non solo nella mia testa,ma nella quotidianità, nella realtà.
Lo stomaco mi fa male,è contratto come se stesse cercando di soffocarsi.
Mi chiedo che vita potrò mai fare,se alla mia età le persone mi fanno ancora paura in questo modo.
Vorrei solo restare a casa,al sicuro.
Non so cosa farò,non so.
Ritrovare me stessa in questo blog è stato davvero allucinante.
Mi riprometto di scrivere più spesso,giuro.
E' quasi un'anno che non mi confesso qui.
Ogni tanto quando ho paura apro il blocco note,scribacchio qualcosa e poi lo salvo senza convinzione.
Piccoli cyborg,piccoli scritti senz'anima.
E' come se fossero scritti in caratteri ASCII che ne rende impossibile la comprensione di primo acchitto,senza un'anima.
Questa pagina bianca,la trovo rilassante,questi caratteri li trovo distensivi mentre le mie mani vagano per la tastiera e perdo tempo prima di arrivare al punto.
Sono venuta qui per una ragione precisa,rileggermi.
Volevo rileggere,rileggermi.
Sono cambiate molte cose da quel Luglio.
Io e R. non ci sentiamo più,in modo definitivo.
Alla fine la cosa banale,talmente banale in effetti da non sussistere, è accaduta.
Adesso sto meno male,ho avuto dei momenti di tristezza lancinante.
La sua mancanza l'ho sentita davvero molto.
E in maniera piuttosto aggressiva,incattivita da non so che sentimento incoscio.
Mi manca ancora in effetti.
Io non le manco per niente,non sono capace di mancare a nessuno.
Ha reso inaspettatamente le cose più facili.
Sapere che lei aveva già svoltato l'angolo e si era dimenticata di tutto è stato terapeutico.
Sanguinare contro il muro invisibile del mio affetto alla fine ha avuto il suo perchè.
Mi ha anche lasciato un pò di grane,adesso riesco a fidarmi sempre meno delle persone,
in particolare
delle ragazze che trovo più che mai cattive e insopportabili (P. esclusa,ovviamente).
Tranne L. una ragazza che ho conosciuto da poco.
Nonostante il suo bell'aspetto,anche lei ha le sue cicatrici e questo ci ha avvicinate.
N. mi ha portato lì con il preciso intento di appiopparmi ad un poveraccio disperato (che io trovo molto simpatico e colto) che non ha mai avuto una ragazza.
Cosi adesso,visto che N. adesso vive a Liverpool io diciamo che "esco" insieme a questi tipi.
Eccoci arrivati al Nocciolo della questione;
Al motivo per il quale volevo leggermi.
Volevo sapere,perchè me lo sono effettivamente chiesta, se mi ero sentita cosi a disagio anche le prime volte che uscivo con R. e M.
Questa sera dovrei andare a casa di questi ragazzi e il mal di stomaco mi sta uccidendo.
Il disagio è cosi imponente e reale da lasciarmi intederdetta.
Lo sento cosi vivo nello stomaco,che rimango basita.
Mi sono chiesta se questa sensazione l'ho provata anche con R., forse le prime volte che eravamo insieme da sole e il silenzio si faceva imbarazzante, ma non ne ho memoria.
Adesso pero lo sento,lo sento eccome questo fastidio.
Più di ogni altra cosa vorrei disdire,vorrei dire che non posso andare.
Ma poi mi ricordo che ho ventiquattro anni e devo prendermi delle responsabilità.
Inoltre questo genere di cose, nuovi amici e nuovi interessi, è in genere una cosa che fa felice una ragazza.
Io vorrei solamente nascondermi sotto le coperte e far finta che loro non esistano.
Sono quasi le cinque,potrei trovare una scusa,forse lo farò.
Sono una codarda.Sono davvero una codarda.
Se R. avesse avuto quest'opportunità, (se non avessimo smesso di vederci adesso ci sarebbe anche lei qui con noi) non se la sarebbe lasciata sfuggire.
Ai miei occhi,nella mia testa tutti sono migliori di me nell'afferrare le occasioni.
Nel comportarsi con altra gente.
Forse non solo nella mia testa,ma nella quotidianità, nella realtà.
Lo stomaco mi fa male,è contratto come se stesse cercando di soffocarsi.
Mi chiedo che vita potrò mai fare,se alla mia età le persone mi fanno ancora paura in questo modo.
Vorrei solo restare a casa,al sicuro.
Non so cosa farò,non so.
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