Sono appena uscita con R. e delle sue amiche.
Siamo andati in un supermercato con il preciso intento di comprare qualche schifezza da mangiare.
Un mese fa avrei applaudito con gioia a questa idea,
forse l'avrei addirittura proposta io. Ma oggi, sono una persona diversa rispetto ad un mese fa.
Adesso sto imparando a prendermi cura di me stessa,non voglio più farmi del male.
Voglio amarmi.Prendermi cura di me.
Quindi ho cercato di non dare a vedere il mio nervosismo.
Non perchè temessi di fallire, ma perchè mi spaventava molto la reazione di R. e delle altre ragazze.
R. è una ragazza splendida e condividiamo in pieno l'atteggiamento di scazzo verso tipo,qualunque cosa quindi immagino come veda il mio immane sforzo per cambiare il mio status quo personale:
Una Perdita Di Tempo Colossale.
R. è una ragazza splendida ma è pur sempre una ragazza.
Le ragazze sono cattive per inclinazione e per natura e chiunque esca fuori dal radar si fa notare per forza di cose.
Le ragazze in gruppo sono pericolose se nel loro radar compare un'oggetto che non riescono ad identificare.
Non si danno la pena di identificarlo,le attenuanti si concendono soltanto ai simili.
Lo distruggono per il bene superiore e passano avanti.
Io mi sentivo in pieno un'aliena appena sbarcata dal pianeta "Stranezza".
Quindi mi sono piegata all'opionione pubblica.
Mi sono piegata come un carcerato che si abbassa a prendere una saponetta in una doccia affollata.
Come un'asse da stiro.
Come un tovagliolino di carta spiegazzato.
Era come se dovessi vergognarmi di essere a dieta, come se dovessi vergognarmi di voler migliorare qualcosa in me stessa.
Ho fatto finta di masticare una caramella che mi ha dato R. quasi con cattiveria, anche se sono assolutamente convinta che fosse solo una mia impressione del momentto data dalla paura.
L'ho accettata perchè non conoscevo le altre ragazze e non volevo essere quella che se la tira.
La classica stronza rovina-atmosfera.
Una tipa che io, il mese scorso avrei odiato e con cui probabilmente non mi sarei sentita a mio agio.
La caramella l'ho sputata subito fuori quando nessuno mi stava guardando.
Non mi piaceva nemmeno.
Mi sono sentita stupida e strana.
Avrei dovuto dire con maggior chiarezza che non potevo accettare nessun tipo di dolce invece di buttarla troppo sul ridere come ho fatto.
La prossima volta vedrò di impormi. Di esternare i miei sentimenti con maggiore chiarezza e fermezza.
Ma non ho sofferto,questo devo ammetterlo.
E' stato più facile di quanto pensassi, il mio autocontrollo è forte e non mi dispiace
più come prima vedere biscotti,patatine o altro cibo spazzatura.
Ho un piano da seguire,regole da rispettare e questo mi aiuta a rimanere in carreggiata.
Proprio ieri M. ha mangiato un sacchetto di patatine (le mie preferite,tra l'altro) seduta proprio accanto a me.
Non ho avuto nemmeno un secondo di cedimento.
Non ho pensato nemmeno per un momento di affondare le mani in quel pacchetto e riempirmi entrambe le mani.
Questo non rientra nei miei piani.
Ho smesso di trovare consolazione nel cibo.
Il cibo mi ha reso felice per molto molto tempo,non lo negherò.
Quante volte ho annegato i miei dispiaceri nel cioccolato?
In un piatto di pasta troppo abbondante o troppo condito.
Così sono passata dall'essere robuta a grassa senza rendermene nemmeno conto.
Il bello è proprio questo,è un processo così lento e così naturale che soltanto a cose fatte ci si può rendere conto del male che si è fatto a se stessi.
Sono anni che non sto bene,ho passato la mia adolescenza a piangere miseria su una doppia razione di pasta invece di fare le esperienze che facevano gli altri.
Così mi sono smarrita, ad un certo punto ho perso la strada.
Ma non ci sono casi senza speranza al giorno d'oggi.
Tutto si può aggiustare, si può mettere una pezza e poi un'altra e un'altra ancora.
Non sono nata perfetta, non lo sono minimamente.
Non so nemmeno descrivere quanto io sia lontana dall'essere perfetta.
Sono distante anni luce perfino dall'essere nella norma, figuriamoci aspirare a qualcosa in più.
Ma ci sto lavorando, sto lavorando su me stessa.
Ogni giorno è una sfida ed io sto ottenendo qualche vittoria.
Col tempo otterrò proprio i risultati che voglio e questo mi da molta forza.Ma adesso sono qui, e porterò a termine il mio obiettivo.
Quando avrò finito con il mio peso, taglierò un'altro traguardo e poi un'altro ancora.
Chissene se ci metterò anni a raggiungere una condizione di normalità per un'altro essere umano.
Io ci metterò il tempo necessario,tutto quello che mi servirà.
Tutta questa speranza sembra non essere da me,e forse è così.
Quello che mi aiuta a mantenere la calma,credo che sia il fatto che non ha importanza quanti chili io perda,la mia faccia rimarrà comunque il problema fondamentale.
Questo mi aiuta molto a mantenere il controllo ed evitare il panico che mi prende certe volte.
E se e quando un giorno il mio problema fondamentale dovessi risolverlo, ci sarà sempre la mia strampalata e diagnosticabile personalità a mettermi i bastoni tra le ruote.
Ma risolverò un problema alla volta.
Un passo dopo l'altro.