Oggi è una giornata strana.
Sento che le Ossessioni stanno per tornare.La cosa mi terrorizza come niente al mondo e l'unica cosa che cerco di fare e di pararmi il volto con i gomiti in modo da attutire il colpo.
Non so perchè succede,potrei copiare-incollare un'articolo da una qualsiasi pagina medica che spieghi il DOC, ma non ne verrebbe fuori nulla.
Non sono nuova all'ansia,agli attacchi di panico e all'ansia anticipatoria.
"Mancanza di Serotonina" viene fuori in entrambi i disturbi,questa cosa mi ha sempre fatto sorridere ma di un'ironia abbastanza amara.
Vuol dire che certe persone sono "Geneticamente Predisposte" per essere infelici?
La felicità fa parte del nostro codice genetico?
Sabato,vincendo le mia naturale ritrosia (aumentata gradualmente nel corso degli anni) mi sono messa su uno di quegli aggeggi volanti alle Giostre.
Mi sentivo morire,mentre mi rendevo conto che mentre le mie amiche urlavano sorridendo io sentivo nascere in me un terrore sempre più crescente che mi tagliava a metà lo stomaco.
E' come se,rompendo la mia bolla di cristallo per una sera e provando a divertirmi come ogni ragazza sulla terra,io avessi commesso uno "sbaglio" e ne stessi pagando le conseguenze anche adesso.
Saranno passati quasi Tre anni da quel sabato sera agghiacciante in cui sono cominciate,e forse sto imparando a riconoscere quando arrivano,quando arrivano portando con loro qualche Ossessione nuova di zecca impacchettata solo per me.
Lo capisco da come guardo le cose,con una chiarezza innaturale pronta a cogliere il lato subdolo,cattivo ed incosciente di ogni cosa, in modo che si possa annidare comodamente dentro di me e cominciare a torturarmi.
Sento una sensazione di disagio molto profondo,e vorrei proprio parlarne con mia madre per andare da uno specialista,ma il coraggio mi manca.
Non riesco a parlarne con lei,perchè è una donna forte ma molto emotiva e lo noto quando si sfoga con me su mia sorella e per me che ho sempre messo gli altri prima di tutto,renderle questo dolore gratuito è completamente inaccettabile.
Eppure sento che dovrei fare qualcosa,che dovrei parlare con qualcuno di competente che capisce tutto questo.Che ha già visto la mia paura negli occhi di qualcuno,che conosce i metodi giusti per farmi stare meglio.
Non so se ce la farò.non saprei nemmeno come iniziare un'ipotetico discorso per sondare il terreno.
Se lei non capirebbe figuriamoci mio padre, che mi ha già etichettato come "Quella strana" e questo non farebbe che peggiorare le cose.
Il loro benessere è al primo posto per me, posso stare bene solo se loro stanno bene per primi.
Non so quando è iniziato tutto questo,quando gli altri hanno cominciato a contare più di me è una specie di dictac che seguo da sempre.
E dentro di me,so che questo non sarebbe un'atto egoistico perchè il più grande torto lo faccio a me stessa fingendo di stare bene,bramando la normalità più di ogni altra cosa.
Ma la vigliaccheria vince sempre,ogni volta che penso di poter affrontare l'argomento con una chiaccherata complice che arrivi anche a questioni delicate come questa,sento il nodo alla gola che minaccia di esplodere e so che non posso farlo.
Che mostrarle la mia debolezza significa renderla partecipe, contagiarle il mio disagio significa farlo anche suo.Ed io non voglio.
Ma mi sento davvero giù,mentre ancora con i gomiti davanti al visto aspetto che arrivi il colpo che mi stramazzerà al suolo.
lunedì 20 giugno 2011
sabato 18 giugno 2011
I
Avevo bisogno di un posto dove poter sfogarmi,senza i commenti e le frasi aggiustatutto della gente.
Il blocco note del mio computer non mi sembra più cosi entusismante e la curiosità mascherata da interesse della gente mi irrita.
Un blog,dove nessuno legge,nè commenta mi sembrava perfetto.
Tuttavia le persone che tengono un blog,mi hanno sempre fatto arricciare il naso.
Davvero si può credere che alle persone importi quello che ti succede?
L'educazione è solo un protocollo sociale che ci viene imposto,quando chiedo a qualcuno "Come stai?" raramente mi interessa davvero.
Non ho voglia di uscire stasera,ma per svariate ragioni che non saprei esporre,mi vedo costretta a farlo.
E' da molto tempo che non esco in compagnia,non con qualcuno che non sia P. e la voglia è pari allo zero.
La mia bella prigione oggi mi appare più scintillante e confortevole che mai.Sento le catene ai piedi che mi prudono le caviglie,ma non è un dispetto; mi stanno facendo i grattini per indurmi a non andare via.
Non so quanto io sia pronta, pronta a rimettermi in gioco, a reiniziare il gioco del "Si" alla vita ed a quello che potrebbe accadere.
Ma essere pronta non è il mio forte, quando gli altri sono in posizione sulla linea del "Via" io mi sto ancora infilando i calzini.La debolezza è il mio forte.
Ho solamente voglia di salire sul mio terrazzo,accendere una sigaretta ed aspirare avidamente il primo boccone,il più amaro.
Dico Si alla vita.Dico Si al destino.Dico Si a qualsiasi cosa potrebbe portarmi lontano da qui.
E' cosi che si fa.
Domando al mio futuro "Come stai?" e aspetto in piedi che mi risponda.
Il blocco note del mio computer non mi sembra più cosi entusismante e la curiosità mascherata da interesse della gente mi irrita.
Un blog,dove nessuno legge,nè commenta mi sembrava perfetto.
Tuttavia le persone che tengono un blog,mi hanno sempre fatto arricciare il naso.
Davvero si può credere che alle persone importi quello che ti succede?
L'educazione è solo un protocollo sociale che ci viene imposto,quando chiedo a qualcuno "Come stai?" raramente mi interessa davvero.
Non ho voglia di uscire stasera,ma per svariate ragioni che non saprei esporre,mi vedo costretta a farlo.
E' da molto tempo che non esco in compagnia,non con qualcuno che non sia P. e la voglia è pari allo zero.
La mia bella prigione oggi mi appare più scintillante e confortevole che mai.Sento le catene ai piedi che mi prudono le caviglie,ma non è un dispetto; mi stanno facendo i grattini per indurmi a non andare via.
Non so quanto io sia pronta, pronta a rimettermi in gioco, a reiniziare il gioco del "Si" alla vita ed a quello che potrebbe accadere.
Ma essere pronta non è il mio forte, quando gli altri sono in posizione sulla linea del "Via" io mi sto ancora infilando i calzini.La debolezza è il mio forte.
Ho solamente voglia di salire sul mio terrazzo,accendere una sigaretta ed aspirare avidamente il primo boccone,il più amaro.
Dico Si alla vita.Dico Si al destino.Dico Si a qualsiasi cosa potrebbe portarmi lontano da qui.
E' cosi che si fa.
Domando al mio futuro "Come stai?" e aspetto in piedi che mi risponda.
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