Non so perchè sono qui.
Non ho molta voglia di raccontarmi.
Benchè le cose da raccontare non manchino.
Le cose con N. non vanno.
E' tornato da più di una settimana e ci siamo visti solo due volte, di cui una interamente per sbaglio.
Dall'oculista.
Questa cosa è da sfigati seri,ma per davvero.
Ad ogni modo la cosa piacevole è che quando ci vediamo finiamo sempre col prenderci abbastanza o almeno questo è quello che mi pare di sentire,almeno da parte mia.
Quindi non riesco a capire cosa c'è che non va.
La cosa mi disturba,mi fa incazzare ma non mi fa star male più di tanto.
Vorrei delle spiegazioni,ma non faccio domande.
Arrivo alle conclusioni giuste ma non gliele faccio notare.
Faccio la finta tonta per non metterlo in imbarazzo quando in realtà vorrei sbattergli la faccia contro il muro.
A volte penso che si vergogna di me a tal punto da non voler farsi vedere giro fisicamente, insieme a me.
Lo hanno visto in giro con più persone quindi non è l'aria da cittadina mediocre di provincia che lo ammorba a tal punto da non voler uscire di casa,ma bensì io.
La conclusione più logica sembra proprio questa.
E' un pò una cosa nuova per me, è proprio la nuova frontiera della mia rinnovata inaduatezza sociale che vanta vette sempre più alte.
Da ragazza,anche per uno pseudo-bear frocio non sono abbastanza attraente.
La situazione sociale sta andando completamente a puttane ma non me ne preoccupo eccessivamente.
Su quel fronte le cose vanno di merda da cosi tanto tempo che deve essere diventata una sorta di routine.
Anche l'ipotesi di conoscere un nuovo amico/una nuova amica, mi appare come una sorta di desiderio improbabile, un pò quando ti viene da alzare i pugni al cielo e ti domandi perchè non puoi vincere alla lotteria (pur non giocando o acquistando nessun biglietto) o perchè non sei una di quelle ragazze fortunate che possiedono un pony.
O nel mio caso,avere qualcuno accanto che non mi faccia sentire sola.
Oggi M. ha dormito qui,dio la benedica quella ragazzina.
Nonostante stia attraversando quella simpatica fase chiamata "pubertà" ci intendiamo davvero alla grande.
Non potremmo essere più diverse;io alla sua età io giocavo a fare l'alternativa e la punk, facendo finta di aver letto L'Ulisse,lei invece ascolta Bruno Mars e vuole avere un ragazzo al più presto.
Ma ci intendiamo alla grande e riesco a stare bene e sentirmi più normale che mai quando lei è nei paraggi.
Riesco a ridere,ad essere divertente e spiritosa.
Ogni volta per me è una sorpresa,scoprire di non essere totalmente ed emotivamente mummificata e riuscire a far stare bene qualcuno.
Non durerà a lungo,ma conserverò sempre dei buoni ricordi di questi giorni.
Non c'è più nessuna traccia di R. che mi ha liquidato (ed ancora non ci posso credere) con un messaggio che tra le righe,diceva testualmente
"Vediamoci questo inverno"
E devo ammetterlo, la sua paraculaggine è cosi ben costruita ed oserei dire genuina, che non solo mi ha sopreso (nonostante io sappia benissimo che stronza di proporzioni bibliche sia in realtà) ma dopo un'attimo di smarrimente mi ha fatto fare anche una risata.
Ci sarebbero altre cose da dire ma non ne ho voglia.
Spero che le cose migliorino con N. e spero di sbagliarmi sulle conclusioni che ho tratto sul suo non voler stare con me.
sabato 24 agosto 2013
lunedì 12 agosto 2013
XVIII
Vedere N. a Londra mi ha fatto intristire.
La cosa non ha senso dato che vive comunque in Inghilterra ma quella foto che mi ha mandato davanti Abbey Road mi ha fatto diventare malinconica.
Era così bello,cosi vivo.
Voglio andare a Londra da una vita,dal liceo credo.
Ma la madre di P. non gliel'avrebbe mai permesso e R. non è mai stata interessata.
Adesso che N. vive praticamente lì ormai io non ho la forza di andare da nessuna parte.
BELLA SFIGA.
Ho perso il conto delle volte in cui mi ha chiesto di andarci,ed io invece accampavo scuse su scuse più o meno plausibili.
Odio tutto questo.
Quando sono davanti a cose come queste mi assale l'ansia di non stare vivendo la mia vita.
Il panico.
il.fottuto.panico.
Non sto vivendo al massimo,non sto nemmeno vivendo al minimo.
Sto solo cercando di non affogare.
Sto annaspando.
Vorrei essere forte come lo ero un tempo,adesso faccio fatica persino a ricordarlo.
Ero spericolata,incurante.
Cosa è successo a quella ragazza?
Adesso vive sotto una campana di vetro,ed è più pallida che mai.
Mi riprenderò mai da questo torpore?
Adesso che N. tornerà,alla luce del disastro dei miei rapporti sociali andati in fumo,sarò ancora in grado di sentirmi a mio agio con lui?
I miei problemi relazionali stanno diventando "patologici"?
Non sto facendo nessun progresso con il progetto "I have a dream!", sto limitandomi ad aspettare di stare di nuovo male.
Mi fa paura il fatto che non mi importa granchè di nulla.
Continuo a pensare di voler desiderare qualcosa.
Aspetto che qualcosa piombi dal cielo dritto verso di me.
Una persona,un sogno, un centone.
Qualcosa.
La vita andrà avanti con N. qui ma ho paura che lui sbirci dentro la mia corazza,si accorga che è vuota e che mi abbandoni anche lui perchè non sono abbastanza.
-
Dal numero di visulizzazioni di pagine credo che qualcuno venga qui a leggere questo blog ogni tanto.
Non ho mai pensato che qualcuno potesse effettivamente leggerlo.
Non scrivo per nessuno,solo per me.
Mi piace pensare di essere "letta".
Spero che ci sia qualcuno che si ritrovi fra le righe di quello che dico.
Nessuno mi ha mai detto "Lo so,ti capisco" con vera cognizione di causa e l'ipotesi che possa davvero essere cosi aiuta a non sentirsi soli.
Sapere di non essere l'unico fenomeno da baraccone vivente al mondo è oltremodo consolatorio.
La cosa non ha senso dato che vive comunque in Inghilterra ma quella foto che mi ha mandato davanti Abbey Road mi ha fatto diventare malinconica.
Era così bello,cosi vivo.
Voglio andare a Londra da una vita,dal liceo credo.
Ma la madre di P. non gliel'avrebbe mai permesso e R. non è mai stata interessata.
Adesso che N. vive praticamente lì ormai io non ho la forza di andare da nessuna parte.
BELLA SFIGA.
Ho perso il conto delle volte in cui mi ha chiesto di andarci,ed io invece accampavo scuse su scuse più o meno plausibili.
Odio tutto questo.
Quando sono davanti a cose come queste mi assale l'ansia di non stare vivendo la mia vita.
Il panico.
il.fottuto.panico.
Non sto vivendo al massimo,non sto nemmeno vivendo al minimo.
Sto solo cercando di non affogare.
Sto annaspando.
Vorrei essere forte come lo ero un tempo,adesso faccio fatica persino a ricordarlo.
Ero spericolata,incurante.
Cosa è successo a quella ragazza?
Adesso vive sotto una campana di vetro,ed è più pallida che mai.
Mi riprenderò mai da questo torpore?
Adesso che N. tornerà,alla luce del disastro dei miei rapporti sociali andati in fumo,sarò ancora in grado di sentirmi a mio agio con lui?
I miei problemi relazionali stanno diventando "patologici"?
Non sto facendo nessun progresso con il progetto "I have a dream!", sto limitandomi ad aspettare di stare di nuovo male.
Mi fa paura il fatto che non mi importa granchè di nulla.
Continuo a pensare di voler desiderare qualcosa.
Aspetto che qualcosa piombi dal cielo dritto verso di me.
Una persona,un sogno, un centone.
Qualcosa.
La vita andrà avanti con N. qui ma ho paura che lui sbirci dentro la mia corazza,si accorga che è vuota e che mi abbandoni anche lui perchè non sono abbastanza.
-
Dal numero di visulizzazioni di pagine credo che qualcuno venga qui a leggere questo blog ogni tanto.
Non ho mai pensato che qualcuno potesse effettivamente leggerlo.
Non scrivo per nessuno,solo per me.
Mi piace pensare di essere "letta".
Spero che ci sia qualcuno che si ritrovi fra le righe di quello che dico.
Nessuno mi ha mai detto "Lo so,ti capisco" con vera cognizione di causa e l'ipotesi che possa davvero essere cosi aiuta a non sentirsi soli.
Sapere di non essere l'unico fenomeno da baraccone vivente al mondo è oltremodo consolatorio.
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