venerdì 26 luglio 2013

XVII

Questa notte è stata tremenda.
Mi sono alzata dopo appena un'ora di sonno con la sensazione di aver dormito per una notte intera.
Mi sentivo confusa e sperduta.
Parlavo con me stessa,per essere certa di essere ancora io.
Questa cosa mi ha spaventato.
Temevo di impazzire da un momento all'altro,di perdere la ragione ed il senno.
Cercavo di parlarmi,di pensare a cose oggettive per dimostrarmi di saper ancora pensare e ragionare.
E' stato terribile.
Dopo un sacco di tempo passato ad evitare gli attacchi di panico,ecco qui la mia punizione.
Ho ignorato tutto,la depressione e l'apatia.
Il respiro corto,quella sensazione di asfissia, "basta sbadigliare per far arrivare aria al cervello" e tutto passa, mi dicevo.
Per un pò ha funzionato,ma questa notte il mio incoscio mi ha presentato il conto.
Era già da un paio di giorni che le cose non funzionavano, ho somatizzato il dolore troppo a lungo da non rendermene più conto.
Dolori di stomaco, cefalea, senso di irrealtà.
Facevo finta di niente, "se non ci penso non esistono."
Niente di più sbagliato.

Adesso ho paura,paura di tutto.
Il futuro mi appare nebuloso.
Che ne sarà di me?
Ho paura di non risolvere mai i miei problemi.
Ho paura di non riuscire mai ad essere felice.
Con questo caldo insopportabile è impossibile pensare di riprendere lo Xanax che ho lasciato con immensa fatica ed una miriade di effetti piuttosto collaterali di rimbalzo.
A casa,cerco di mantenere la temperatura nella norma.
Cerco di stabilizzare la mia temperatura corporea e non riesco a fare niente per accudire la mia anima.
Le cose devono cambiare,continuare cosi in questo gigantesco RANDOM generale
non è più possibile.
Ho bisogno di trovare qualcosa che mi appassioni,ho bisogno di avere degli stimoli.
P. ha trovato la sua strada ed io la invidio.
Ho paura di non trovare niente da amare.
Ho paura che dentro di me si sia rotto qualcosa che non si può riparare nemmeno volendo.
Non voglio essere speciale,voglio essere normale.
Voglio essere una normale persona con il suo sogno nel cassetto,i suoi sogni e le sue speranze.
Io non so più sognare.
Non so come sia successo,non ne sono più in grado.
Ma voglio anche io il mio sogno.Voglio ricominciare a sperare.
Ma non so,non so cosa desiderare.
Non ho nè sogni,nè desideri e nè speranze.
Questo mi terrorizza,perchè sotto sotto penso che quello che mi accade sia una sorta di punizione nello stare sprecando tutta la mia vita intorno al nulla.
Forse dovrei cominciare con qualcosa di piccolo.
Cominciare dalle piccole cose,sperare per gradi.
Sognare con i piedi di piombo.
Desiderare cose accessibili,in modo da poter essere ripagata.
Ho intenzione di farlo.
Voler risolvere i miei problemi è un sogno, una speranza ed un desiderio.
Voglio diventare la persona che sono dentro la mia testa.
Voglio essere me,anche da fuori.
Questo è il mio punto d'arrivo.
So che è una cosa scontata per la maggior parte della gente.
Essere totalmente se stessi,ma non per me.
Questo è un buon inizio.
Continuo ad avere paura,l'incertezza mi taglia le ginocchia.
Adesso più che mai penso di andare in terapia,davvero non vedo altre soluzioni.
Forse se l'avessi preso per tempo questo malessere avrei potuto fare qualcosa,ma adesso credo di aver bisogno dell'aiuto di qualcuno di competente.
Se continuo in questo modo,ne parlerò con mia madre.
Questo mi farebbe bene,guardare in faccia uno sconosciuto e raccontare tutto.
Parlare e non fermarmi,parlare e voler raccontare.
Parlare e sanguinare,parlare e guarire.
Voglio guarire,voglio aggiustarmi.
Non voglio impazzire,la vita è bella.

mercoledì 17 luglio 2013

XVI

Da qualche tempo a questa parte R. si è rifatta viva.
Come tristi componenti di questa Generazione Y, il misfatto è avvenuto su Facebook.
Ho rimpianto per l'ennesima volta di non essere stata un'adolescente degli anni 80'.
Allora sarebbe stato tutto diverso;
Lei mi avrebbe scritto una lettera di suo pugno e sulla busta probabilmente ci sarebbero stati degli adesivi di gruppi musicali o qualche disegno stilizzato che avrebbe avuto senso soltanto per noi due.
I colori sarebbero stati vivaci nonostante noi non fossimo proprio il prototipo di "gente allegra e vitale".
Forse all'interno ci sarebbe stata anche una musicassetta con un mix di pezzi registrati personalmente.
Pezzi Rock duri e puri frammezzati da qualche ballata melodica e perchè no?
Del sano Punk britannico.
Canzoni che mi avrebbero riportato indietro nel tempo e nello spazio.
Le parole sarebbero state come uno schiaffo ed una carezza sul nostro rapporto perduto.
Ma come diceva qualcuno "John Hughes sfortunatamente non dirige la mia vita" quindi mi è toccato uno sfigatissimo e quanto mai criptico,messaggio di posta privato.
Ricordo ancora la casellina di posta accesa,quella notifica rosso sangue sulla quale ho cliccato senza nessun timore.
Alla vista del mandante e di quello che conteneva quel maledetto messaggio sono rimasta basita.
Continuavo a fissare quelle poche parole,cercando di dare un senso generale all'intera situazione.
Ma avevo la sensazione che mi mancasse qualche pezzo.
L'effetto d'insieme non era come mi aspettavo, o come lo ricordavo.
Ho meditato molto prima di risponderle,ho anche pensato di non farlo ma dopotutto volevo delle risposte.
Me le meritavo se non altro.
Alla fine più per curiosità che per vero interesse, ho digitato quelle che all'inizio dovevano essere poche frasi di circostanza che hanno finito con il trasformarsi nel solito poema in cui le esprimevo i miei stati d'animo.
Non ho avuto le risposte che cercavo, ancora adesso dubito persino che sia stata realmente sincera.
Chiarendoci (?),le ho ancora una volta aperto il mio cuore molto più sinceramente di quanto mi fossi ripromessa di fare e lei ha risposto esattamente come mi aspettavo.
In modo vago ed insincero.
A sua discolpa devo ammettere che avrei fatto la stessa cosa se la situazione fosse rovesciata.
Ha tirato acqua al suo mulino sperando di recuperare un'amicizia di cui probabilmente vuole ancora servirsi.
Oggi mi ha mandato un messaggio chiedendo di vederci di persona,ma non ho nemmeno risposto.
Nè ho intenzione di farlo.
Non voglio vederla.Non nell'immediato.
Riesco a sentirla online perchè nelle sue parole suadenti mi ricordo di lei per quello che credevo fosse.
Riesco a tornare indietro come se il tempo non fosse mai passato,e lei diventa di nuovo la persona che ammiravo di più al mondo.
Un'amica,una complice.
Quello che lei non sa e che probabilmente non saprà mai è che non ha soltanto massacrato il nostro rapporto:lei ha ucciso il mio eroe.
La persona che miravo a diventare.
In realtà questa persona non esiste per intero.
Ci sono dei pezzi di lei,che sono probabilmente reali ed onesti,ma c'è anche tanto cinismo e arrivismo.
Non voglio più essere lei.
Non è più il mio eroe,non è più qualcuno da idolatrare e amare.
Non voglio guardare in quegli occhi traditori e ricordarmi che in realtà è una persona "carbone" che ricalca i comportamenti altrui facendoli suoi.
Eppure,lei è ancora la persona con cui mi sento più a mio agio al mondo.
Nonostante tutto.
Forse anche io posso servirmi di questa amicizia,forse anche io posso usarla per stare di nuovo bene con qualcuno.
Dopo il MASTODONTICO fallimento di L. e della compagnia dell'anello nerd,solo Dio sa quanto ho bisogno di un'amico.
Quanto io mi senta sola e diversa.
Ma non voglio essere l' "Anti-Eroe" della mia storia.
Questo non posso permetterlo.
E' un sacrificio troppo grande vederla in questo modo ed io non posso scendere a compromessi.
Lei non ne vale la pena.
E' questo che riesco a pensare oggi.
"Lei non vale un'altro tentativo."
E un'altra batosta.

mercoledì 3 luglio 2013

XV

Da qualche giorno ho ricominciato a prendere lo Xanax.

Dopo giorni di intensa angoscia,arrivare alla conclusione che potevo strafarmi di ansiolitici per superare l'estate (ed in generale la mia vita assolutamente senza senso) mi è apparsa come un miraggio.
Le dosi sono minime,ma devo ammettere che il rumore nella mia testa è diminuto molto.
Adesso riesco a sentirmi "normale" e non come se stessi continuamente impazzendo.
Sono stati giorni tremendi.
Mi sentivo sempre sull'orlo di un precipizio,pronta a cadere giù ad ogni minimo accenno.
Arrivare a questa conclusione,non è stato semplice.
Credo che la disperazione abbia avuto la meglio sulla mia ipocondria.
La moltitudine degli effetti collaterali non ha avuto il minimo potere dinanzi al mio sudore freddo, allo stomaco ghiacciato dal timore.
Dalla paura, dall'idea di una sconfitta certa.
L'ho trovato stranamente affascinante.
Prendere lo Xanax e non avere assolutamente paura di quello che succederà.
Niente paura di interazioni medicinali,di chissà che effetto indesiderato.
Mentre la mandavo giù ed aspettavo la botta,mi sentivo stranamente invicibile.
Ripeto,le dosi sono davvero minime per cui non riesco a sentire il torpore generale che vorrei.
Mi sento abbastanza energica (cioè per quanto io,possa esserlo) e irragionevolmente incazzata.
Ho un malumore di dimensioni epiche da stamattina.
Ho solo voglia di urlare contro qualcuno.
Urlare a squarciagola,e sentire la mia voce che risuona.
Quando penso di urlare,dentro la mia testa non sento nessun suono,non credo di esserne capace.
Forse sono in grado di alzare i toni,di aggrottare le sopracciglia e fare un'espressione seria, ma credo che nel mio profondo non sarei in grado di urlare perdendo completamente il controllo.
Di notte riesco a dormire,e la mattina mi sveglio tardissimo.
Sarei in grado di dormire profondamente anche adesso,ma non posso rischiare di rimanere sveglia stanotte.
C'è un che di pericoloso ed agghicciante nell'essere insonne.
Guardare con malinconia il mondo che dorme,placido nel suo letto.
Dormire è la parte migliore della giornata,la perdita di conoscenza è assolutamente la parte più produttiva del giorno.
Ad ogni modo,ho intenzione di far impiantare questo benedetto principio attivo fin dentro le mie viscere.
Mia madre crede che lo prenderò solo per questa settimana.
Ma d'altronde crede che questo mio male di vivere sia solo un malessere passeggero.
"Sarà il cambio di stagione." mi ha assicurato.
Glielo lascio credere,ho bisogno che qualcuno creda che sono normale.
O almeno che io possa esserlo con qualche sacrificio.
E' come una specie di speranza e provare a credere che lei abbia ragione è stranamente un pensiero dolce da fare.
Magari sono davvero normale,magari posso davvero esserlo sforzandomi un pò.
Ad ogni modo,non faccio altro che pensare alle pillole.
Quando ho preso quella della mattina,sogno già quella del pomeriggio.
Complice di tutto questo è anche la temperatura abbastanza mite,incredibile per questa terra inondata dal sole in modo perenne.
Il caldo arriverà purtroppo.
Ma confido nel fatto di essere troppo strafatta di Alprazolam per riuscire a preoccuparmene.
Adesso che comincio a stare meglio,comincio a pensare al dopo.
A quando avrò delle crisi d'astinenza per la mancanza di medicine.
Questo mi fa un pò paura,tornerò al punto di partenza?
Ma quando penso di smettere,per evitare danni collaterali vengo assalita dall'angoscia.
E' un cane che si morde la coda.

In tutto questo io sto a guardare queste emozioni contrastanti che fanno a pugni.
E' come se guardassi da fuori e pensassi:
"Non è un problema mio."