mercoledì 27 marzo 2013

XIV

Rieccoci.
Ieri ho finito la prima stagione di "My Mad Fat Diary."
L'ho adorata,ho visto le ultime due puntate con i sottotitoli inglesi solo perchè dovevo, sapere come sarebbe finita.
Ho trovato stimolante il personaggio di Rae,anche se forse un pò troppo coraggioso per l'impostazione iniziale data al personaggio.
In breve e senza giri di parole: una ragazza cosi grassa non potrebbe mai essere coraggiosa.
L'ho detto.
O forse solo perchè io sono la persona più codarda e vigliacca che conosco,cerco di infilzare in questo stereotipo quanta più gente che posso.
Alla fine Venerdì sono uscita.
Non è andata nè male nè bene.E' semplicemente andata,e amen.
Non sono mai stata cosi tanto un mistero per me.
Solitamente,scrivendo ho la possibilità di capirmi,quello che cerco di celare persino a me stessa vien rivelato.
Capivo come mi sentivo in realtà,e questa era una cosa di per sè molto triste.
Adesso anche questa cosa mi è stata tolta,quando scrivo finisco col sentirmi più confusa di prima.
Ci sono cose che rimangono sottopelle,non riesco a trovare quel filo che mi ci conduca.
Scrivo e rimangono spazi bianchi,puntini in sospeso dentro di me.Sospesi.
Questa situazione mi rende paranoica,ieri notte sono stata male.
In parte è colpa del libro che sto leggendo, che mi destabilizza.
Ragazzo da parete,sembrava una lettura leggera.
Persino spensierata,avevo pensato.
Non è stato cosi,e adesso ho paura di una mia debolezza.
Potrebbe cogliermi all'improvviso,ed io ho il terrore di essere impreparata.
Con questi ragazzi ho bisogno di essere forte,di essere scattante ed in forma (intendo mentalmente).
Non mi sembrano persone adatte a comprendere qualsiasi debolezza.
Sono ragazzi forti,dagli anarchici principi.
Sono le persone che avrei voluto frequentare quando avevo sedici anni,e mi sentivo una fiera oppositrice della media-borghesia.
Non ho mai avuto intenzione di importunare nessuno con la mia debolezza,è una cosa che non farei mai volutamente.
Quindi questo mi genera una sorta di ansia anticipatoria,che mi spinge ad inventare delle bugie di sicurezza, "nel caso in cui".
Ma tutto questo mi stanca terribilmente.
Preferisco essere sola e stupida con me stessa,che pateticamente composta in mezzo a persone che non mi capiscono.
Adesso penso ai miei segreti, al mio corpo imperfetto ed inospitale e questo mi fa sentire colpevole.
Mi sento inadatta,inedeguata.
La prima cosa che mi ha colpito di loro sono state le loro voci.
Hanno delle voci particolari,non ne avevo mai sentite di cosi belle.
Come si può descrivere una voce?
Altisonante. Melodiosa.Ferma. Imperiosa.
Forse non è tanto la voce,ma quello che dicono a colpirmi.
Sono tutti cosi preparati e diretti.
Non ci sono molti giri di parole,le cose vengono dette e basta.
Le parole, hanno una consistenza quando sono loro a pronunciarle.
E non ne hanno paura,non parlano mai sottovoce.
Non hanno timore delle parole,riescono a tenergli testa.
Le gestiscono,gli parlano e queste si piegano al loro volere.
Le domano,nella loro testa quanto nella loro bocca.
Io non ho una voce.
La balbuzie non me lo permette.
Forse è per questo che loro mi affascinano.
La mia voce è sempre troppo bassa,troppo spezzata.
Non devo avere una bella voce, una volta mi è capitato di risentirmi in un video e mi si sono rizzati i peli delle braccia.
Chi è questa sconosciuta? Ho pensato.
Loro invece hanno delle belle voci sicure.
Nemmeno in questo siamo uguali.
Mi limito a rimanere in silenzio fuori dal coro.Lontano dagli altri.
Fuori posto,ancora.Ancora.
Questa sensazione passerà?
Quanto tempo posso ancora sorridere senza ridere davvero?
Quante volte posso darmi mentalmente della stupida per ogni cosa che dico,che non mi sembra mai alla loro altezza, senza ferirmi?
Questo mi rende triste,la situazione non sta andando come speravo.
Non riescono a piacermi davvero,non riesco a piacergli credo.
Credo che ci sia questa specie di crociata che devono portare avanti (L. principalmente) e allora pensano che sia un fardello da sopportare per il bene superiore.
C'è G. il ragazzo disperato,che poi disperato non mi sembra,con cui vogliono accoppiarmi.
Per fortuna io sembro non piacergli,anche se stamattina mi sono accorta che è uno dei miei follower su Spotify e la cosa mi ha un sorpreso.
Ci ignoriamo cordialmente,e siamo costretti a parlarci per le circostanze.
Spero che sia cosi che la pensa anche lui.
Non voglio essere l'agnello sacrificale di nessuno,nemmeno il mio.
Vorrei solo potermene restare in pace,senza sentirmi in dovere di sorridere in continuazione, fingere slanci d'affetto che in realtà non sento e poter rimanere in silenzio senza passare per una ragazza noiosa.
Che poi, anche questo è mentire perchè io sono una ragazza noiosa.
Non vedo scappatoie da questa situazione, alla fine la cosa si risolverà quando N. dirà a L. che il suddetto ragazzo disperato non mi interessa.
Alla fine L. si ergerà come una matrona e dall'alto della sua somma giustizia io verrò etichettata come un villain vecchio stampo alla James Bond,e sempre per il bene superiore, verrò allontanata.
Adesso,in questo preciso istante:non vedo l'ora.
Questo esperimento non sta funzionando,è come una di quelle equazioni tristi senza soluzione.

Sto ascoltando il loop questa canzone;
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=xLc5dVypsgc

venerdì 22 marzo 2013

XIII

Ritrovare questo blog è stato allucinante.
Ritrovare me stessa in questo blog è stato davvero allucinante.
Mi riprometto di scrivere più spesso,giuro.
E' quasi un'anno che non mi confesso qui.
Ogni tanto quando ho paura apro il blocco note,scribacchio qualcosa e poi lo salvo senza convinzione.
Piccoli cyborg,piccoli scritti senz'anima.
E' come se fossero scritti in caratteri ASCII che ne rende impossibile la comprensione di primo acchitto,senza un'anima.
Questa pagina bianca,la trovo rilassante,questi caratteri li trovo distensivi mentre le mie mani vagano per la tastiera e perdo tempo prima di arrivare al punto.
Sono venuta qui per una ragione precisa,rileggermi.
Volevo rileggere,rileggermi.
Sono cambiate molte cose da quel Luglio.
Io e R. non ci sentiamo più,in modo definitivo.
Alla fine la cosa banale,talmente banale in effetti da non sussistere, è accaduta.
Adesso sto meno male,ho avuto dei momenti di tristezza lancinante.
La sua mancanza l'ho sentita davvero molto.
E in maniera piuttosto aggressiva,incattivita da non so che sentimento incoscio.
Mi manca ancora in effetti.
Io non le manco per niente,non sono capace di mancare a nessuno.
Ha reso inaspettatamente le cose più facili.
Sapere che lei aveva già svoltato l'angolo e si era dimenticata di tutto è stato terapeutico.
Sanguinare contro il muro invisibile del mio affetto alla fine ha avuto il suo perchè.
Mi ha anche lasciato un pò di grane,adesso riesco a fidarmi sempre meno delle persone,
in particolare
delle ragazze che trovo più che mai cattive e insopportabili (P. esclusa,ovviamente).
Tranne L. una ragazza che ho conosciuto da poco.
Nonostante il suo bell'aspetto,anche lei ha le sue cicatrici e questo ci ha avvicinate.
N. mi ha portato lì con il preciso intento di appiopparmi ad un poveraccio disperato (che io trovo molto simpatico e colto) che non ha mai avuto una ragazza.
Cosi adesso,visto che N. adesso vive a Liverpool io diciamo che "esco" insieme a questi tipi.
Eccoci arrivati al Nocciolo della questione;
Al motivo per il quale volevo leggermi.
Volevo sapere,perchè me lo sono effettivamente chiesta, se mi ero sentita cosi a disagio anche le prime volte che uscivo con R. e M.
Questa sera dovrei andare a casa di questi ragazzi e il mal di stomaco mi sta uccidendo.
Il disagio è cosi imponente e reale da lasciarmi intederdetta.
Lo sento cosi vivo nello stomaco,che rimango basita.
Mi sono chiesta se questa sensazione l'ho provata anche con R., forse le prime volte che eravamo insieme da sole e il silenzio si faceva imbarazzante, ma non ne ho memoria.
Adesso pero lo sento,lo sento eccome questo fastidio.
Più di ogni altra cosa vorrei disdire,vorrei dire che non posso andare.
Ma poi mi ricordo che ho ventiquattro anni e devo prendermi delle responsabilità.
Inoltre questo genere di cose, nuovi amici e nuovi interessi, è in genere una cosa che fa felice una ragazza.
Io vorrei solamente nascondermi sotto le coperte e far finta che loro non esistano.
Sono quasi le cinque,potrei trovare una scusa,forse lo farò.
Sono una codarda.Sono davvero una codarda.
Se R. avesse avuto quest'opportunità, (se non avessimo smesso di vederci adesso ci sarebbe anche lei qui con noi) non se la sarebbe lasciata sfuggire.
Ai miei occhi,nella mia testa tutti sono migliori di me nell'afferrare le occasioni.
Nel comportarsi con altra gente.
Forse non solo nella mia testa,ma nella quotidianità, nella realtà.
Lo stomaco mi fa male,è contratto come se stesse cercando di soffocarsi.
Mi chiedo che vita potrò mai fare,se alla mia età le persone mi fanno ancora paura in questo modo.
Vorrei solo restare a casa,al sicuro.
Non so cosa farò,non so.