Io non so come si possa far leva in una maniera cosi forte sui punti deboli degli altri.
Infilare prepotentemente il dito sudicio in una piaga già infetta.
Mia madre è sale grosso sulle mie ferite aperte.
E' una lama affilata sui miei nervi scoperti.
Non so se ne sia cosciente oppure no,ma è cosi.
Mi chiedo come si possa far volontariamente del male a qualcuno.
Dire qualcosa unicamente per ferire,le parole che diventano sibili prima di mordere ed avvelenare.
Volontariamente.
Volontariamente.
Io non capisco, probabilmente in cuor suo sta cercando di spronarmi ma non capisce che non è il modo giusto.
Accanarsi su una preda moribonda prendendola a calci, nella sua testa deve avere il suo perchè.
Nella mia,questa cosa non ha senso.
Prende i miei incubi peggiori e li rende reali,pronuncia le parole che ho più paura di sentirmi dire senza remore,senza
dolcezza.
Sibili,non parole.
Mastica e sputa via gli orrori peggiori e le mie paure,senza rendersi conto del male che mi fa.
Cerco di spiegarmi,dirle che ho bisogno di aiuto e che non ce la faccio solo a riprendere le medicine e basta.
Mi serve una guida,qualcuno che possa dirmi che sto facendo dei progressi,oppure che non sto andando avanti.
Qualcuno di competente che possa dirmi cosa fare perchè io non lo so.
Ma lei non ci arriva,non riesco a capire se pensi che sia solo un capriccio oppure una perdita di tempo.
Il mio dolore lei non lo vede,e non solo perchè io glielo nascondo.
La ragione è che anche trovandoselo davanti rimarrebbe impassibile adducendogli scuse patetiche e poco credibili.
Forse questa è una delle ragioni che mi spingono a tenere per me le mie cose.
Non capirebbe.
Si farebbe la sua idea,distante anni luce dalla vera realtà ed allora non ci sarebbe più nient'altro.
Le mie parole non avrebbero più senso per lei,perchè crede di conoscermi meglio di me.
Io conosco bene le mie paure,conosco le mie ossessioni meglio delle mie tasche e la mia angoscia la recito a memoria tutti i giorni.
Tirerebbe una ridicola pezza dal taschino,piccola e totalmente inutile e la poggerebbe sulla parte sbagliata,credendo di avermi curato.
Io non ho bisogno di una pacca sulla spalla o un consiglio disinteressato.
Questa volta riconosco il pericolo,e non faremo come dice lei.
Stavolta facciamo come dico io.
C'è la mia sanità mentale in ballo e non accetterò mezze misure o sguardi di carichi di pietà mista a disgusto da parte di mio padre o di qualsiasi altro.
Ci vuole qualcuno che mi dica cosa fare,perchè pur conoscendomi io continuo a sbagliare qualcosa.
domenica 27 ottobre 2013
mercoledì 16 ottobre 2013
XX
Il mio rapporto con N. è scivolato nel baratro.
Nei post precedenti questa cosa mi aveva preoccupato e deluso,adesso non più.
Sono arrabbiata con lui,ritengo che si sia comportato male con me.
In questi mesi in cui è stato qui,ci siamo visti e sentiti pochissimo.
Complice la sua laurea,e il suo nuovo love-interest il nostro rapporto è andato completamente a puttane.
Lui non si è fatto sentire ed io mi sono stancata di correre come un cagnolino ogni volta che lui faceva un cenno.
Morale: Silenzio per settimane.
Poi dopo avermi ignorato per mesi,pretendeva che andassi tutta tranquilla alla sua laurea fuori città (organizzandomi da sola oltretutto) e alla sua festa,casualmente organizzata il giorno del mio compleanno.
Sono cosi inutile per lui,che la sera del mio compleanno avrei dovuto passarla a festeggiare qualcun'altro.
Non lo riconosco più.
E' diventato una nota a piè pagina che non ho voglia di leggere.
Una di quelle scritte in caratteri minuscoli, che ti obbligano a strizzare gli occhi per avere maggiore chiarezza.
Passo avanti senza remore.
Non arricchirà o chiarirà qualche dubbio a proposito di quello che sto leggendo.
E' questo quello che penso.
Chiarire con lui non servirebbe a nulla,provare a spiegarci sarebbe del tutto inutile.
Lui è bravo con le parole, le parole dette, quelle fisiche, che si pronunciano con la bocca.
Le gestisce bene,le cavalca come un'onda perfetta.
Io incespico,mi dimentico quello che voglio dire.
Faccio dei discorsoni nella mia testa,espongo le mie ragioni,analizzo la situazione in modo oggettivo calcolando pro e contro ma quando devo parlare ne esce fuori una poltiglia che assomiglia ai gorgoglii della mia nipotina più piccola.
Quello che penso resta a terra,non arriva in superficie.
E' come un'amuleto che cade nell'oceano e arriva sul fondo senza che nessuno si preoccupi di recuperarlo e portarlo a galla.
Quello che penso rimane dentro di me perchè a parole non lo so dire.
Pur di parlare correttamente affermo il contrario di quello che penso,tanto per essere al sicuro.
Quindi come al solito finirebbe per avere ragione lui ed io al solito finirei per scusarmi di cose che in realtà non ho fatto o fingerò di dispiacermi per situazioni che ritengo di aver gestito correttamente.
Quindi in poche parole, routine.
Tutto più o meno come al solito.
Non è quello che facciamo sempre?
Sono stanca di sentirmi stupida in sua presenza.
"Mi dispiace tanto se non sono potuta venire"
"Mi dispiace se ho fatto questo"
"Mi dispiace se ho fatto quell'altro"
"Scusa se non ho capito"
"Scusa se non mi sono fatta sentire"
e bla bla bla.
Niente a proposito delle sue di scuse.
Non ha importanza se lui è qui da mesi interi e non si è degnato di venire qui nemmeno una volta.
Se mi ha chiamato solo per usarmi in un modo o nell'altro.
E' uscito molte volte,ma mai una volta in cui abbia pensato di coinvolgermi.
No,io vado bene quando probabilmente tutti gli altri hanno da fare e sono l'ultima spiaggia rimasta.
Devo sempre essere io ad andare,sempre io a tornare.
Lui è come una matrona che riceve attenzioni,che si incapriccia se non le riceve.
Mette il muso e fa l'offeso come una ragazzina.
Io almeno ho il buon senso di tenermelo per me.
Posso quasi immaginare la scena di noi due sullo stesso divano di casa sua,seduti distanti l'uno dall'altra;
E' come un deja-vu.
Io mi sperticherò in scuse e complimenti per la sua laurea fingendo di cospargermi il capo di cenere per tutte le mie mancanze, le mie inadeguatezze ed i miei sbagli, e lui ascolterà benevolo nutrendosi della mie debolezze.
Non vedo l'ora che se ne torni in Inghilterra o dove accidenti vuole.
Lo sopporto più volentieri su skype dove posso far cadere la conversazione in qualsiasi momento e dare la colpa alla banda larga.
Mi chiedo dov'è finito il ragazzo dell'anno scorso sulla quale facevo affidamento.
Adesso al suo posto c'è uno stronzetto snob che finge senza più troppo successo,di essere ancora umile.
Rimasugli di quello era.Chissà per quanto poi.
Prima o poi dovrò vederlo,ma non ho voglia di leccare il culo a nessuno.
Non me ne importa un'accidenti della sua laurea o della sua lode,e sono cosi depressa ed apatica che non so se riuscirò a dimostrare il contrario anche solo per educazione.
Nei post precedenti questa cosa mi aveva preoccupato e deluso,adesso non più.
Sono arrabbiata con lui,ritengo che si sia comportato male con me.
In questi mesi in cui è stato qui,ci siamo visti e sentiti pochissimo.
Complice la sua laurea,e il suo nuovo love-interest il nostro rapporto è andato completamente a puttane.
Lui non si è fatto sentire ed io mi sono stancata di correre come un cagnolino ogni volta che lui faceva un cenno.
Morale: Silenzio per settimane.
Poi dopo avermi ignorato per mesi,pretendeva che andassi tutta tranquilla alla sua laurea fuori città (organizzandomi da sola oltretutto) e alla sua festa,casualmente organizzata il giorno del mio compleanno.
Sono cosi inutile per lui,che la sera del mio compleanno avrei dovuto passarla a festeggiare qualcun'altro.
Non lo riconosco più.
E' diventato una nota a piè pagina che non ho voglia di leggere.
Una di quelle scritte in caratteri minuscoli, che ti obbligano a strizzare gli occhi per avere maggiore chiarezza.
Passo avanti senza remore.
Non arricchirà o chiarirà qualche dubbio a proposito di quello che sto leggendo.
E' questo quello che penso.
Chiarire con lui non servirebbe a nulla,provare a spiegarci sarebbe del tutto inutile.
Lui è bravo con le parole, le parole dette, quelle fisiche, che si pronunciano con la bocca.
Le gestisce bene,le cavalca come un'onda perfetta.
Io incespico,mi dimentico quello che voglio dire.
Faccio dei discorsoni nella mia testa,espongo le mie ragioni,analizzo la situazione in modo oggettivo calcolando pro e contro ma quando devo parlare ne esce fuori una poltiglia che assomiglia ai gorgoglii della mia nipotina più piccola.
Quello che penso resta a terra,non arriva in superficie.
E' come un'amuleto che cade nell'oceano e arriva sul fondo senza che nessuno si preoccupi di recuperarlo e portarlo a galla.
Quello che penso rimane dentro di me perchè a parole non lo so dire.
Pur di parlare correttamente affermo il contrario di quello che penso,tanto per essere al sicuro.
Quindi come al solito finirebbe per avere ragione lui ed io al solito finirei per scusarmi di cose che in realtà non ho fatto o fingerò di dispiacermi per situazioni che ritengo di aver gestito correttamente.
Quindi in poche parole, routine.
Tutto più o meno come al solito.
Non è quello che facciamo sempre?
Sono stanca di sentirmi stupida in sua presenza.
"Mi dispiace tanto se non sono potuta venire"
"Mi dispiace se ho fatto questo"
"Mi dispiace se ho fatto quell'altro"
"Scusa se non ho capito"
"Scusa se non mi sono fatta sentire"
e bla bla bla.
Niente a proposito delle sue di scuse.
Non ha importanza se lui è qui da mesi interi e non si è degnato di venire qui nemmeno una volta.
Se mi ha chiamato solo per usarmi in un modo o nell'altro.
E' uscito molte volte,ma mai una volta in cui abbia pensato di coinvolgermi.
No,io vado bene quando probabilmente tutti gli altri hanno da fare e sono l'ultima spiaggia rimasta.
Devo sempre essere io ad andare,sempre io a tornare.
Lui è come una matrona che riceve attenzioni,che si incapriccia se non le riceve.
Mette il muso e fa l'offeso come una ragazzina.
Io almeno ho il buon senso di tenermelo per me.
Posso quasi immaginare la scena di noi due sullo stesso divano di casa sua,seduti distanti l'uno dall'altra;
E' come un deja-vu.
Io mi sperticherò in scuse e complimenti per la sua laurea fingendo di cospargermi il capo di cenere per tutte le mie mancanze, le mie inadeguatezze ed i miei sbagli, e lui ascolterà benevolo nutrendosi della mie debolezze.
Non vedo l'ora che se ne torni in Inghilterra o dove accidenti vuole.
Lo sopporto più volentieri su skype dove posso far cadere la conversazione in qualsiasi momento e dare la colpa alla banda larga.
Mi chiedo dov'è finito il ragazzo dell'anno scorso sulla quale facevo affidamento.
Adesso al suo posto c'è uno stronzetto snob che finge senza più troppo successo,di essere ancora umile.
Rimasugli di quello era.Chissà per quanto poi.
Prima o poi dovrò vederlo,ma non ho voglia di leccare il culo a nessuno.
Non me ne importa un'accidenti della sua laurea o della sua lode,e sono cosi depressa ed apatica che non so se riuscirò a dimostrare il contrario anche solo per educazione.
venerdì 11 ottobre 2013
-
Domani è il mio compleanno.
Domani è il mio fottutissimo compleanno.
Sono di umore nero.
Non voglio fare bilanci.
Non voglio spegnere candeline.
Non voglio essere sbaciucchiata da nessun parente che con una vocina da checca esclami
"Tanti auguriiii!!!"
Domani voglio dormire,e svegliarmi direttamente Lunedì.
Ovviamente le stronzate non finiscono qui;
Domenica (il giorno dopo il mio fottutissimo compleanno) non ci sarà nessun riposo per me,assolutamente no.
Ma una fantastica,meravigliosa,splendida ed eccitante....GITA DI FAMIGLIA.
E non intendo un' innocuo giretto in macchina con i familiari a prendere un gelato,ma l'intero fottutissimo plotone d'esecuzione al completo.
Per una giornata INTERA.
Con la fottutissima sveglia puntata come una pistola alle quattro del mattino.
L'ironia di questa cosa mi ucciderebbe se non fosse che sono stata io stessa ad accettare.
Mia madre mi conosce abbastanza da non includermi mai in queste stronzate di famiglia ma io no,io non mi conosco per niente ovviamente.
Ho detto si,di mia spontanea volontà,senza costringimenti esterni di nessun tipo.
Non posso nemmeno dare la colpa all'alcool oppure all'erba visto che sono rispettivamente astemia e abbastanza ipocondriaca da non poter fare uso di nessun tipo di sostanza stupefacente (a volte penso che sia un vero peccato tutto sommato).
Se potessi tornare al momento in cui ho accettato,andrei lì di fronte a me e mi schiaffeggerei.
Una scena all'inception dei poveri.
La cosa divertente è che non ci saranno SOLO i miei fottutissimi parenti,ma anche perfetti estranei.
A malapena tollero la presenza della mia famiglia,mi viene il prurito a pensare di passare la giornata con troppa gente.
Sono nera.
Vedo nero.
La sto chiaramente prendendo male.
Domani l'unica cosa che voglio fare è
..un bel niente.
Fanculo al mio quarto di secolo.
Arrotondando per difetto è andato tutto bene,e tutto sommato ci metterei la firma per altri anni cosi.
Conoscendomi,poteva andare DAVVERO molto peggio.
FANCULO.
Domani è il mio fottutissimo compleanno.
Sono di umore nero.
Non voglio fare bilanci.
Non voglio spegnere candeline.
Non voglio essere sbaciucchiata da nessun parente che con una vocina da checca esclami
"Tanti auguriiii!!!"
Domani voglio dormire,e svegliarmi direttamente Lunedì.
Ovviamente le stronzate non finiscono qui;
Domenica (il giorno dopo il mio fottutissimo compleanno) non ci sarà nessun riposo per me,assolutamente no.
Ma una fantastica,meravigliosa,splendida ed eccitante....GITA DI FAMIGLIA.
E non intendo un' innocuo giretto in macchina con i familiari a prendere un gelato,ma l'intero fottutissimo plotone d'esecuzione al completo.
Per una giornata INTERA.
Con la fottutissima sveglia puntata come una pistola alle quattro del mattino.
L'ironia di questa cosa mi ucciderebbe se non fosse che sono stata io stessa ad accettare.
Mia madre mi conosce abbastanza da non includermi mai in queste stronzate di famiglia ma io no,io non mi conosco per niente ovviamente.
Ho detto si,di mia spontanea volontà,senza costringimenti esterni di nessun tipo.
Non posso nemmeno dare la colpa all'alcool oppure all'erba visto che sono rispettivamente astemia e abbastanza ipocondriaca da non poter fare uso di nessun tipo di sostanza stupefacente (a volte penso che sia un vero peccato tutto sommato).
Se potessi tornare al momento in cui ho accettato,andrei lì di fronte a me e mi schiaffeggerei.
Una scena all'inception dei poveri.
La cosa divertente è che non ci saranno SOLO i miei fottutissimi parenti,ma anche perfetti estranei.
A malapena tollero la presenza della mia famiglia,mi viene il prurito a pensare di passare la giornata con troppa gente.
Sono nera.
Vedo nero.
La sto chiaramente prendendo male.
Domani l'unica cosa che voglio fare è
..un bel niente.
Fanculo al mio quarto di secolo.
Arrotondando per difetto è andato tutto bene,e tutto sommato ci metterei la firma per altri anni cosi.
Conoscendomi,poteva andare DAVVERO molto peggio.
FANCULO.
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